Ho sempre pensato, essendo stato generato da una donna, che il Padreterno in terra sia Donna, come Donna è la Natura. Trovo inconcepibilmente innaturale che ESSA sia trattata come un oggetto.


Euripide, nella tragedia “Medea” fa dire alla protagonista: “Noi donne, fra tutti gli esseri animati e dotati di senno, siamo certo le creature più misere. Da prima con un’enorme quantità di soldi è necessario acquistarsi un marito, prendersi uno che si fa padrone del nostro corpo. […] Se poi la donna arriva in un paese nuovo con nuove leggi e costumanze, dev’essere indovina ché da prima, a casa sua, nessuno gliel’ha detto con quale sposo avrà rapporto. Metti che l’ardua impresa ci riesca e che il marito sopporti di buon grado il giogo coniugale: un’esistenza invidiabile: ché, se non succede, meglio la morte. […] Dicono che noi viviamo un’esistenza senza rischi, dentro casa, e che loro invece vanno a combattere. Errore! Accetterei di stare in campo, là, sotto le armi, per tre volte, piuttosto che figliare solo una volta.”.

È forse cambiato qualcosa da allora? Nelle società evolute, senz’altro. Ma quanto pesano sul totale dell’umanità? Poco, molto poco. Nel resto del mondo, la stragrande maggioranza, non è cambiato nulla: la donna continua ad essere schiavizzata in casa per svolgere le mansioni domestiche e badare ai figli oppure corrispondere ai desideri dell’uomo che, da parte sua, è impegnato a …….. combattere e comandare. Ancora oggi, nella maggioranza dei paesi del mondo, le donne non hanno potere, non hanno parola, non hanno i diritti dei maschi e di essi sono solo un oggetto.

Tutto nasce dalla religione.

Per la Bibbia la donna è colpevole del primo peccato; nata dalla costola dell’uomo non può che essere il suo strumento. Di generazione in generazione le è stato affibbiato un ruolo duro a murire: quello di mezzo per la procreazione e la cura dei figli.

Per il Corano, il discorso è identico se non peggiore, perché l’asservimento della donna all’uomo è totale.


In precedenza ho affermato che nei paesi evoluti l’atteggiamento nei confronti della donna sarebbe cambiato nel corso dei secoli. Certamente, esso è mutato: non è più quello derivante dalle interpretazioni malevoli della Bibbia o del Corano.

Ma siamo certi che il cambiamento sia avvenuto in termini solo positivi?

Ho forti dubbi, in merito. Basta guardare il mondo che ci circonda, attraverso gli occhi della TV, del cinema, dei social network e scopriamo che, nonostante i ruoli femminili nel mondo occidentale abbiano, negli ultimi anni, subìto cambiamenti notevoli, la rappresentazione della donna è rimasta sostanzialmente la stessa. Infatti:

  • O è sposa e nutrice, felice di essere amata dal marito in cambio di una buona cucina e di camicie ben stirate, esperta di lavatrici, detergenti, smacchiatori o detersivi; in molti casi anche produttrice di reddito esterno in aiuto alla famiglia; una nota conduttrice televisiva si rivolge alle sue spettatrici dicendo: lo so, state stirando……. vi faccio compagnia ……. preparatemi un caffè…..
  • oppure è giovane, bella, prorompente, poco vestita, seduttrice e oggetto di desiderio sessuale.

Tutto molto deludente e angosciante. La donna non merita questo ruolo. Essa è nostra madre, nostra protettrice, nostra custode, nostra vita, nostro amore. Mi vergogno per il comportamento che l’uomo ha avuto nei secoli e che ancora si permette di avere nei confronti di chi li ha messi al mondo. Mi auguro e spero che nasca nel mondo un Movimento per la Donna, organizzato e gestito solo da uomini.


In questa breve carrellata, non posso sottacere il mio rammarico per la discussione in essere in gran parte del mondo civile circa la legalizzazione della maternità surrogata (produrre figli su commissione, a fronte di compenso), che, se introdotta, significherebbe un’ ulteriore mercificazione del corpo della donna, ancor più disgustosa del suo sfruttamento a fini di piacere o di lavoro.

Enzo C. Delli Quadri

Nella foto: mia madre.