Si rincorrono fenomeni che confondono e fanno pensare che valori di destra e di sinistra si siano estinti, vanificati dall’imperversare delle azioni quotidiane. Di questo, si fanno portavoce i 5S presso i loro elettori, quando affermano con sicumera: destra e sinistra sono una finzione; non è più tempo di favorire questa distinzione che crea solo confusione e fa da paravento a furbi e disonesti.

Molti fenomeni marginali avvantaggiano questa loro propaganda ingannevole. Eccone, sinteticamente, alcuni:

  • Famiglia: meraviglia che un credo cattolico di destra sia oggi seguito, almeno ai massimi livelli politici, solo a sinistra. Infatti, a sinistra, sono monogami Renzi, Gentiloni, Veltroni, Rutelli, Prodi, Fassino, Bertinotti, Landini…..; a destra regna il disordine, da Berlusconi a Casini, a Fini, a Salvini, a Grillo, a Bossi ……Da non credere
  • Liberalizzazioni: In Parlamento si sta discutendo delle concessioni demaniali marittime. Anche qui i ruoli sono invertiti: la sinistra preme per la liberalizzazione; la destra, con in testa Daniela Bergamini, responsabile comunicazione di FI, preme perché sia approvata una deroga delle attuali concessioni, da qui al 2080. Da non credere.
  • Diritti: è facile riscontrare come destra e sinistra su questi argomenti, facciano a pugni a chi fa più confusione.

Ma, diciamolo chiaramente: questi sono fenomeni di facciata che creano solo confusione. Nelle questioni importanti, invece, esistono ancora valori assoluti che distinguono una politica di destra da una di sinistra. Di norma: la destra continua a negare il principio dell’uguaglianza, la sinistra assolutizza questa massima; la destra è nazionalista-sovranista, la sinistra è universalista; la destra è “credente”; la sinistra è laica; la destra è per l’ordine e la sicurezza, la sinistra è per la solidarietà.

Il fatto che esistano valori assoluti che mettono in crisi i 5S, e la loro teoria che non esisterebbero più destra e sinistra, emerge in tutta la sua evidenza quando si presenta una questione seria come può essere proprio quella, per esempio dell’abusivismo.

Infatti, intervenendo sull’argomento, Di Maio pronuncia frasi simili a quelle pronunciate da uomini di destra dal condono facile del tipo: se l’abusivismo è colpa della politica, la casa diventa un diritto e non va demolita. A lui risponde, con tutto il suo peso di uomo fortemente di sinistra, Tomaso Montanari, il quale evidenzia: “il partito degli onesti (M5S) volta le spalle alla legge”. Al prof. Montanari si associa in contemporanea uno dei pezzi da novanta del M5S, come l’onorevole Fico, il quale bacchetta Di Maio facendogli presente che non si può barattare il consenso elettorale con la distruzione delle città, perché l’abusivismo di necessità esisteva nel dopoguerra 40-45, non certamente oggi. Con il che, come volevasi dimostrare, di fronte a questioni serie come l’abusivismo, il M5S si spacca in due come un melone. Figuriamoci quando devono essere affrontate politiche energetiche, monetarie, fiscali.

E la spaccatura aviene senza il paracadute della democrazia, perché, se in un partito tradizionale si apre un dibattito democratico alla fine del quale viene assunta una decisione “democratica”, nel partito di Grillo occorre aspettare di vedere con che umore si svegliano Grillo o Casagrande o quella decina di iscritti che si pronunciano sul web-colabrodo (è stato illustrato da quasi tutti i media nazionali come i dati del web grillino sino facilmente manipolabili).

Non c’è niente da fare. Giustizia sociale e Giustizia liberale configgono sempre e, prima o poi, nelle questioni importanti, si ripresentano. Non bastano slogan o alzate d’ingegno. Occorre saperle affrontare con idee chiare – utili anche a trovare il giusto compromesso – ma soprattutto discusse democraticamente alla luce del sole e non rimesse al DioSole-Grillo.

Enzo C. Delli Quadri