La ‘ndocciata è un evento tradizionale che si svolge, di norma il 24 dicembre ad Agnone (IS) ed è  costituito da una sfilata di enormi fiaccole (costruite artigianalmente con listelle ricavate da tronchi d’abete), lungo il corso del paese, impegnando buona parte della popolazione. L’intento religioso, trasmesso ai ragazzi, è riscaldare il Bambin Gesù nella fredda Notte. In effetti, dal 1700 circa, le ndocce (torce) venivano utilizzate dai contadini per raggiungere le numerose chiese nella notte di Natale. Prima ancora, durante il Medioevo, si credeva che il fuoco aiutasse ad allontanare le streghe e, prima ancora, questo rito era legato ad antichi riti della rinascita della luce, collegati al solstizio d’inverno. Le radici della tradizione, invece, risalgono al tempo dei sanniti: le ndocce servivano come fonte di luce durante gli spostamenti notturni delle tribù sannite.

Comunque sia, la ‘ndocciata è un evento straordinario, unico e inconfondibile, conosciuto oramai in tutto il mondo, con una notorietà non inferiore al Palio di Siena o ai vari Carnevali di Viareggio o Fano, o alle varie disfide che vengono ricordate con ammirazione ogni anno nelle varie località italiane.

Per soddisfare una richiesta crescente di partecipazione popolare che il 24 dicembre era, per ovvie ragioni, riservata alla sola gente del paese, si decise, anni fa, di offrire l’evento anche nel giorno festivo dell’Immacolata Concezione, l’8 di dicembre.

E, nel tempo, l’evento ha assunto sempre maggiore importanza, diffusione, notorietà. Purtroppo, l’evento, meglio dire gli eventi (8 e 24 dicembre) hanno avuto costi vieppiù sostenuti – le ndocce sono migliaia e migliaia – e le amministrazioni locali stentano a sostenerli, soprattutto in periodo di vacche magre per le casse dello Stato. E, allora, ciascuno pensa a un modo per rimpinguarle. Le idee sono tante, molto spesso in antitesi, e rischiano di sporcare un sogno. C’è chi pensa a un’ imposta sui pernottamenti dei turisti, chi a una imposta straordinaria sugli acquisti del giorno dell’evento, chi, ultima idea, al pagamento di una tassa d’ingresso/parcheggio per partecipare all’evento. Il balzello andrebbe pagato dai forestieri, comprendendo tra di loro anche gli emigranti* seppur nativi di Agnone e proprietari di casa. Sarebbero esonerati, oltre ai residenti, coloro che entrerebbero nel paese bisognosi di fare acquisti nei vari negozi; per loro varrebbe la regola di permanenza in paese al massimo per tre ore.

Non c’è che dire: la pensata non è delle migliori, per tante ragioni: viene disincentivata la partecipazione dei “forestieri” specialmente se, come accade spesso, il clima non è clemente; viene offesa la sensibilità degli emigranti nativi  che si sentono cittadini di serie b, rispetto ai residenti; viene reso un cattivo servizio al turismo, con ricadute sul commercio e sulla ricettività alberghiera.

Il balzello, di per sé, è, peraltro, anacronistico, perché esistono altri modi per finanziare la manifestazione. Per esempio, basterebbe indire una Lotteria dell’Indocciata (Locale o Regionale o, magari, Nazionale), il cui ricavato andrebbe, ovviamente, a sostegno della manifestazione. I biglietti della lotteria andrebbero messi in vendita già nei mesi precedenti all’evento (da ferragosto, per esempio) e l’estrazione avverrebbe al termine della ‘ndocciata, in streaming, per il bene e il piacere di tutti nel mondo. Sarebbe un degno finale di un grande sogno.

Esistono tanti esempi di Lotterie recenti e passate di valore non superiore a quella qui proprosta: Lotteria del Festival di Sanremo – Lotterie del Carnevali (Viareggio – Massafra – Fano – Gallipoli) – Lotteria Disfida di Barletta – Lotteria Torta dei Fieschi di Lavagna. La lotteria dell’Indocciata sarebbe un arricchimento della manifestazione e non un pugno nello stomaco degli emigranti. Sarebbe un sogno nel sogno.

Enzo Carmine Delli Quadri


* gli emigranti, se sollecitati a contribuire, non avrebbero fatto mancare il sostegno, pur senza poter partecipare direttamente.