Non son sicuro che sia un proverbio:  La falsità, l’ invidia e l’ arroganza, sono tre sorelle figlie dell’ Ignoranza”, ma, di certo, è un pensiero che può essere facilmente verificato e, conseguentemente, condiviso, salvo eccezioni che attengono più all’antropologia che al sociale.

Una persona, con un minimo di cultura, arrossirà quando dovrà esternare una falsità, dovendosi confrontare con quanto ha appreso, accertato e assimilato con il suo acculturamento;  l’ignorante, viceversa, non avendo egli i parametri di un concetto appropriatamente appreso, non proverà alcuna vergogna ad esternare il falso.

Per quanto riguarda l’ invidia, immagino che ognuno pensi che essa sia frutto di una coscienza personale, di un atteggiamento difensivo, di un comportamento oserei dire atavico. E si potrebbe anche affermare che essa è figlia della solitudine, dell’insuccesso, della precarietà e, infine, di un malessere sociale. Saranno pur vere queste motivazioni, ma è ancor più vero che l’invidia, come in un concerto geometrico di figure parallele,  si muove di pari passo con l’ignoranza: a parte questioni di patologie, l’ignorante “ignora” i processi cognitivi che portano a riconoscere i meriti o i demeriti altrui, in un equilibrato gioco di valutazione scevro da personalismi o cattiverie varie.

L’ arroganza, infine, è presunzione, è frustrazione, insoddisfazione, presunzione di saperne più degli altri, solitudine e conseguente mancanza di confronto con gli altri, rabbia o insoddisfazione per non riuscire a modellare le situazioni con modi educati e democratici. In altri termini, anche l’arroganza è figlia dell’ignoranza, tipica di chi crede di sapere e non sa, di chi non sa confrontarsi se non cercando di incutere timore, di chi perde la pazienza per mancanza di argomenti.

Falsità, Invidia e Arroganza camminano a braccetto. Riscontrarle, in chi si credeva amico o anima gemella, regala sofferenze inaspettate. Purtroppo, è solo questione di tempo. Prima o poi, esse vengono a galla e si appalesano in tutta la loro negatività.