Salvini, testuale: Io faccio il ministro e applico la legge. Applico l’articolo 52 della Costituzione italiana secondo cui la difesa della patria è sacro dovere del cittadino, soprattutto se il cittadino è pure ministro. Avete letto bene, Salvini applica, per contrastare l’immigrazione, l’art. 52 della Costituzione che recita: “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino. Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l’esercizio dei diritti politici. L’ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica.”

Chiaro? Salvini ritiene che sia in atto un attacco militare all’Italia e lui, patriotticamente, si pone a difesa dei confini della Patria. Petto in fuori e schiena dritta. Pronto a schierare aviazione, marina ed esercito contro l’invasore. Se non ci fosse da piangere, saremmo alla più grande sceneggiata della storia, neanche Totò contro Mazinga. L’Italia ha 60 milioni di abitanti, l’Europa ne ha quasi 500 e qui schieriamo aviazione, marina ed esercito contro poche migliaia di persone che arrivano, se arrivano, sulle nostre coste a chiedere aiuto, in condizioni pietose. Si specula su terrorismo, su islamismo, su ansie e paure provocate da situazioni gestite male e non ci si chiede cosa spinge una mamma con un bimbo di pochi mesi a consegnarsi nelle mani di sporchi trafficanti con buona probabilità di lasciarci le penne, lei e il bambino.

A questo, aggiungasi la marea di insulse giustificazioni dietro a questo atteggiamento, di cui il ministro Bonafede è il massimo rappresentate: Abbiamo scelto di agire in questo modo (non solo Salvini ma tutto il Governo, quindi) per costringere l’Europa a venire a patti sulla questione dei migranti. E, qui, delle due l’una, o si mente sapendo di mentire o non si sa cosa si sta dicendo, perché non è una fantomatica Europa che deve sedersi al tavolo quanto, piuttosto, 27 Stati Europei, di cui ciascuno ha il diritto di veto contro le richieste di Roma. Ora, si dà il caso che Paesi come Ungheria e Polonia, alleati di Salvini, siano tra coloro che mai e poi mai accetteranno che un solo profugo, sbarcato in Italia, varchi il loro suolo e sono pronti a utilizzare il loro diritto di veto per bloccare qualsiasi ipotesi di ridistribuzione dei migranti. Quando Bonafede e tutto il governo vogliono costringere l’Europa stanno portando avanti una battaglia che si sa già persa proprio per l’atteggiamento degli stati amici di Salvini. E il colmo dei colmi sta nel fatto che il Governo Gialloverde preferisce attaccare, non gli ungheresi o i polacchi ma  Francia e Germania, i paesi che hanno già accolto diversi milioni di immigrati sul loro suolo e che hanno grossi problemi a gestirli.

Un maggio di decenni fa il Piave mormorò: non passa lo stranieroe milioni di italiani morirono per la Patria.  Oggi, questa povera Patria, costruita con tanti sacrifici e tanto apprezzata in ogni angolo del pianeta per la sua cultura e i suoi valori secolari di generosità e altruismo, può solo piangere per come viene esposta a rischi inconsulti di isolamento. Stiamo stracciando la sudata immagine di  italiani, brava gente, per finire a fianco di paesi xenofobi e razzisti.

Enzo C. Delli Quadri