Si gioca tutto con le elezioni in Abruzzo

Berlusconi tenta l’ultima discesa in campo, sapendo che questa volta si gioca tutto, ma proprio tutto. Ieri è stato a L’Aquila dove, credo, ha scattato più selfie che in tutta la sua vita. Tutti ricorderanno l’anno del terremoto monopolizzato da Berlusconi che, nel consegnare le casette ai terremotati offriva anche una bottiglia di spumante. Tutti ricorderanno l’Aquila del G8 con gli incontri di Berlusconi con i grandi della terra, da Obama a Merkel. Purtroppo, Berlusconi ha una brutta gatta da pelare, perché il candidato del centro destra non è un suo prescelto, né tantomeno un candidato leghista: è Marco Marsilio, un esponente del partito più piccolo del centro-destra, Fratelli d’Italia. A voler essere maliziosi, si può immaginare che Salvini abbia ceduto la nomination a governatore, a un seguace di Meloni piuttosto che a uno di Berlusconi, per favorire il M5S, il partito che con lui divide le responsabilità di governo a Roma. Se si considera che i pentastellati si stanno muovendo con buone speranze e che il candidato del centro sinistra è tornato a sperare, Berlusconi non starà passando belle giornate. Una sconfitta del centro destra in Abruzzo significa la definitiva scomparsa di Berlusconi dal proscenio politico italiano.

“Mi auguro che questo governo cada ogni giorno che arriva – ha detto Berlusconi -. Vedere un governo che dice sì un giorno, per dire no il giorno dopo, per dire forse il terzo giorno… Vedo un pericolo come nel 1994, quasi più grave. Questi grillini hanno le stesse idee dei comunisti di allora, anzi, loro si proclamano comunisti ma non da salotto, da strada; ma rispetto alla sinistra di allora non hanno nessuna competenza, esperienza, non sanno cos’è l’amministrazione pubblica”.

In contemporanea ha fatto distribuire un video messaggio con il quale, partendo, dalla sua prima discesa in campo, sostituisce Comunisti con Grillini : “L’Italia è il paese che amo. Con queste parole mi rivolsi agli italiani” nel ’94 “per salvare l’Italia da un grave pericolo quello comunista. Oggi c’è “un altro pericolo, rappresentato dai Cinque stelle, per questo credo che l’appello di allora sia drammaticamente attuale anche oggi”.

Bella gara a chi è piu pericolosa per l’Italia.

Enzo C. Delli Quadri