Il sud si acconcerà e torneremo al Regno delle Due Sicilie, regnante Salvini.

Ci sono due regioni, Lombardia e Veneto, che vogliono utilizzare l’articolo 116 della Costituzione per arrivare a un’ autonomia secessionista, attraverso l’assegnazione, in esclusiva, delle seguenti 23 competenze:

Rapporti internazionali e con l’Unione europea delle Regioni; Commercio con l’estero;  Tutela e sicurezza del lavoro; Istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale;  Professioni; Ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi; Tutela della salute; Alimentazione; Ordinamento sportivo; Protezione civile; Governo del territorio; Porti e aeroporti civili; Grandi reti di trasporto e di navigazione; Ordinamento della comunicazione; Produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia; Previdenza complementare e integrativa; Coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; Valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali; Casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale; Enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale. Organizzazione della giustizia, limitatamente ai giudici di pace; Norme generali sull’istruzione; Tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali. Vorrebbero anche ottenere più poteri anche sul fronte della sicurezza.

L’Emilia-Romagna vuole un’ autonomia meno invasivacon la richiesta di 14 materie in esclusiva e non 23.  Ma la sostanza non cambia. Secessione o secessioncina, l’Italia sarà vieppiù sacrificata agli interessi dei popoli più ricchi e fortunati del Nord Italia. Si, ricchi e fortunati perché non è un loro merito essersi ritrovati coinvolti nella rivoluzione industriale che oltre due secoli fa, nata in Inghilterra, invase la Francia e subito dopo le stesse regioni del Nord Italia; non è merito dei popoli di quelle regioni essere confinanti con la zona più ricca del mondo; non è merito loro se sono stati governati per secoli da Paesi amministrativamente molto ben organizzati come Austria o Francia. Non è loro merito essere confinanti con la Nazione Paradiso Fiscale quale la Svizzera. Non avrebbero potuto progredire, come hanno progredito, senza l’aiuto decisivo dei meridionali. Senza dimenticare, il sacrificio di milioni di meridionali che con il loro sangue hanno contribuito all’Unità d’Italia e alle fortune dei Savoia e del Lombardo Veneto.

Ora, attenzione, qualsiasi cosa i dirigenti lombardo-veneti-emiliani annuncino, dicano, dichiarino, espongano, notifichino, affermino, per rabbonire, calmare, raffreddare, sopire, la secessione dei ricchi è nelle cose. Perché?

  • Perché c’è uno sciagurato pre-accordo tra Stato e Regioni siglato nel febbraio 2018 che, all’articolo 4 lettera C prevede già che “più una regione è ricca” e più tributi vanno lasciati alla sua discrezione. Infatti, parlando di soldi,riporta l’espressione “in relazione alla popolazione residente e al gettito dei tributi maturato nel territorio regionale”. In sostanza, tra i criteri con cui si dovrà individuare quanti tributi vanno lasciati sul territorio ci sarà la ricchezza di quel territorio.
  • Perché nei testi ufficiali la Regione è trattata comefosse una potenza straniera. Infatti,esistegià una Commissione Paritetica tra Stato e Regione preposta a discutere anche della quantificazione dei tributi da lasciare alle regioni più ricche, con una modalità procedurale che non coinvolge il Parlamento Italiano.

Ed è difficile pensare che le cose non vadano come vuole la Lega perché, ormai:

  • molti politici meridionali sono affascinati dall’idea di essere loro stessi a maneggiare le spese, senza l’intralcio di Roma (e chi se ne frega che le risorse saranno minori; l’importante è che le gestiscano loro direttamente)
  • il Mezzogiorno, come ha sempre fatto nella sua storia millenaria, ha sempre dato fiducia allo straniero e, giocoforza, si acconcerà ai voleri del potente di turno, ora il lombardo Salvini.

Ma cosa andiamo cercando noi terroni?Un immigrato in meno, uno sfottò alla Francia, un reddito di cittadinanza, un pensionamento anticipato valgono più di un nostro impoverimento complessivo. O no? Non è che possiamo avere tutto. Chissà, forse  il popolo si solleverà e chiederà rispetto per sé stesso.