Senza tanti pregiudizi ideologici, tutto sarebbe più facile.

Premetto che, per quel che mi riguarda, al Progetto TAV preferirei un investimento di pari importo per le ferrovie in Sicilia e per collegare meglio Roma, Napoli e Salerno alla costa adriatica.  Ma, visto che tutta l’attenzione è posta sul TAV, da fare o meno, è giusto entrare meglio nel merito dell’analisi costi e benefici predisposta dalla Commissione Ponti voluta dai 5S. Io ho già avuto modo di farlo e di esprimere la mia valutazione in questo articolo (https://enzodelliquadri.com/2019/02/13/tav-al-governo-danno-i-numeri/) in cui ho sostenuto, in sintesi: ho l’impressione che stiamo assistendo a una sceneggiata napoletana se è vero, come sembrerebbe da una lettura veloce delle carte, che la perdita, che si creerebbe con il completamento dell’opera, sarebbe a carico di Italia, Francia ed Europa. Le penali, solo a carico dell’Italia. Come dire che, per l’Italia, costi e benefici, grosso modo, si equivarrebbero.

Ci ritorno sopra, con questo articolo, perché scopro che sulla mia valutazione, basata su una lettura veloce delle carte, è intervenuto, trovandosi d’accordo con me, un economista con i fiocchi, mille volte più preparato di me, il prof.  Robero Perotti della Bocconi di Milano che non ha dato solo una veloce scorsa all’analisi ma ha potuto approfondire l’argomento ed è giunto alla mia stessa conclusione: L’Analisi predisposta dalla Commissione Ponti parla dei costi e dei benefici di tutta l’opera che riguarda, pertanto, il progetto europeo nel suo insieme, non solo l’Italia. Se il Parlamento italiano prende in esame i costi e i benefici solo per l’Italia scopre che è indifferente dire si o no.

Infatti:

  1. Dall’analisi della Commissione Ponti, i costi per tutto il progetto TAV (Europa, Francia e Italia) superano i benefici per circa 7-8 miliardi di euro, sia nello scenario più ottimistico sia in quello considerato realistico.
  2. A carico dell’Italia grava anche meno della metà di quei costi, essendo l’Europa disposta a finanziare anche più della metà. Pertanto restano a carico dell’Italia 3-4 miliardi al massimo.
  3. Le spese di ripristino, di ammodernamento della linea esistente e le penalità in caso di rinuncia al TAV sarebbero tutte a carico dell’Italia, per un totale incerto di circa 2-3 Resterebbe un saldo negativo di circa un miliardo.
  4. A fronte di questo miliardo vanno conteggiati i sovracosti certi per danno di immagine, tutti a carico dell’Italia.

In definitiva, il saldo negativo dell’analisi costi benefici di 7-8 miliardi della Commissione Ponti che tutta la stampa sta propinando è del tutto falso, perché esso è a carico del progetto intero che coinvolge, quindi, anche Europa e Francia. A carico dell’Italia il calcolo costi-benefici da un risultato nullo. Si dà il caso che il Parlamento italiano è responsabile per il contribuente italiano non per quello europeo.