Impantanati tra leggi ordinarie, costituzionali e di buon senso.

Il Navigator, voluto dal Governo del Cambiamento, deve selezionare delle offerte di lavoro per i percettori del reddito di cittadinanza, deve monitorare il loro comportamento e deve stilare rapporti che consentano di scoprire furbizie e abusi. È una figura professionale già esistente; in italiano, “operatore per l’orientamento al lavoro”, ma in inglese è più chic e più sbrigativo. Peccato che di sbrigativo ci sia solo il nome perché, per il resto, l’operazione  affossa, giorno dopo giorno, nelle sabbie mobili.

  1. I navigator verrebbero assunti, per evitare le lungaggini del concorso pubblico, da un ente privato con un contratto di collaborazione di due anni (precario);
  2. le Regioni che hanno la competenza nei servizi per il lavoro, vogliono che siano loro e non l’ente privato a fare la scelta dei 6.000 navigator da aggiungere agli 8.000 già esistenti nei centri per l’impiego, ai 4.000 da assumere in pianta stabile e ai 1.600 retaggio del precedente governo ma ancora da selezionare (la riforma costituzionale voluta da Renzi centralizzava le problematiche del lavoro, ma gli italiani dissero no);
  3. senza un accordo con le Regioni, l’ente privato potrebbe selezionare i navigator ma non potrebbe poi dislocarli sul territorio; resterebbero a Roma;
  4. si potrebbe tentare la strada delle convenzioni tra Stato e Regioni per l’assegnazione di questo personale, ma, in questo caso, il navigator non potrebbe interloquire direttamente con il percettore del reddito di cittadinanza ma limitarsi ad assistere i dipendenti del centro per l’impiego;
  5. Manca un disegno organico per decidere cosa succederà alla scadenza dei due anni di contratto: la costituzione prevede che si diventi impiegato pubblico a tempo indeterminato solo per concorso e non per chiamata.

Ecco le lamentele delle Regioni raccolte in questi giorni anche nelle audizioni al Senato: «C’è un tentativo maldestro di appropriarsi di competenze delle Regioni» «Non si sa quanti saranno i navigator nelle varie regioni. Siederanno negli uffici per l’impiego ma quali saranno davvero le loro funzioni?»  «Pensiamo noi ad assumere i 6.000 navigator ma dateci i soldi e il tempo, almeno sei mesi, per farlo» «Selezionare i candidati con un test a crocetta al chiuso  di un albergo romano per poi mettere queste persone a lavorare nei centri dell’impiego regionali non è solo una invasione di campo ma anche e soprattutto incostituzionale. Nessun Governatore è disposto ad accettarlo» «Lo Stato pensa di stabilizzare i navigator e tutti gli altri precari alla scadenza dei loro contratti, ma è tutto scritto sull’acqua» «I navigator vanno assunti per concorso onde evitare valanghe di ricorsi e dualismi tra operatori e utenti».

Si può anche rinunciare ai termini italiani quali ““operatore per l’orientamento al lavoro” per utilizzare termini più sbrigativi come “Navigator”, ma non è accettabile mettere in piedi un ambaradan che porta solo a sprecare risorse, incendiare gli animi, navigare nelle sabbie mobili delle norme di legge ordinarie e costituzionali. Non si governa una nazione con le chiacchiere utilizzate durante una partita a scopa in un bar o con quesiti da letto di Procuste.