I 5 Stelle costretti a difendersi dall’accusa di disonestà

Una scena inimmaginabile fino a poche settimane fa: un gruppo di parlamentari del PD che urla a squarciagola Onestà, Onestà, Onestà nei confronti dei parlamentari del M5S che hanno salvato Salvini dal processo per sequestro di persona, richiesto dal tribunale dei ministri di Catania. Il mondo alla rovesciavisto che, fino a poco tempo fa, erano i democratici a doversi difendere dalle offensive del 5Stelle.

Per scarsa dimestichezza con il potere o perché non si aspettavano questo trattamento, la reazione dei grillini, ad opera del senatore Mario Giarrusso, è stata manifestamente inappropriata e inaccettabile sotto tutti i punti di vista, tant’è che è stato lasciato completamente solo anche dai suoi compagni di movimento. Il gesto delle manette fatto da Giarrusso, rivolto ad avversario politico, sa di barbarie e infamia politica; richiama le peggiori dittature del mondo.

Ma, a parte questo episodio che infanga l’immagine di bravi ragazzi del M5S, molti parlamentari del Movimento  hanno cominciato a prendere le distanze dall’azione politica del Movimento stesso, non riconoscendosi nelle azioni alla Giarrusso, ma soprattutto non riconoscendosi nella politica di Di Maio e dei maggiorenti del Movimento che hanno  operato per salvare l’alleato politico Salvini dal processo per sequestro di persona. E non sono pochi. Infatti, la percentuale dei dissidenti è calcolata intorno al 40% e non si nasconde. Li guida, dal giornale Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio che ha scritto: Dalle stelle alla stalle. Un senatore spiega: “Ma tu ti rendi conto? Di Maio ieri ha detto che Travaglio ha strumentalizzato i nostri sindaci. Questo più di tutto ti fa capire di che casino stiamo vivendo“. Perché il direttore del Fatto quotidiano è un punto di riferimento del mondo pentastellato. Uno scontro così duro fra stelle di universi tangenti non si era mai visto. Un altro senatore di Palazzo Madama si sgancia da un capannello di colleghi: “Qui non si capisce più niente, se continuiamo così dopo le europee ci dividiamo, o magari anche prima, tra chi vuole stare al governo e ingoia qualunque cosa dalla Lega e chi vuole tornare a essere il M5s di una volta”. Luigi Gallo, presidente della commissione Cultura della Camera e uomo considerato vicino a Fico, esce allo scoperto: “C’è qualcuno che dice che il 41% (dei voti sul blog favorevoli al processo per Salvini, n.d.r.) deve andarsene, qualcun altro vuole etichettare il 41% come dissidenza. Io so invece che il 41% e pronto a mobilitarsi e vuole chiedere conto della direzione di questo governo, vuole più coerenza”.Gianluca Cancelleri, influente colonnello siciliano, ribadisce la fiducia alla leadership ma si rammarica: “Avremmo dovuto votare l’autorizzazione a procedere”. Altri si nascondono e si vergognano quando sentono la dichiarazione della Gelmini di Forza Italia: Sono contenta che abbiano votato come Forza Italia.