Il giorno dopo i risultati elettorali sardi, dedica il suo articolo di fondo  ai giornalisti che scrivono di  Marella Agnelli

Nei giorni successivi alle elezioni sarde del 24 febbraio scorso, gli articoli di fondo di Marco Travaglio, attesi da molti, considerato il suo dichiarato impegno a favore dell’azione politica dei 5S, hanno riguardato,

  • lunedì 25, una sua rubrica “Ma mi faccia il piacere” in cui si diletta a prendere in giro politici e, soprattutto, i suoi colleghi giornalisti per frasi da questi dette e, da lui, ritenute inadeguate o risibili.
  • Martedì 26, i funerali di Marella Agnelli, vedova di Gianni Agnelli.

Or passi per lunedì, considerato che i dati di cui si poteva disporre facevano riferimento a exit-poll rivelatisi peraltro sballati in alcuni aspetti. Ma quello di martedì supera ogni più logica considerazione, salvo quella che lui adora prendersela con i suoi colleghi. Ma dovrebbe esserci un limite. Le elezioni sarde segnano uno spartiacque molto inquietante per le sorti del Governo, per le riforme in atto o richieste, per l’economia italiana e , in particolare, per le sorti del movimento da lui difeso ad ogni piè sospinto e lui, il travagliatore, si occupa di Marella Agnelli!! E come se ne occupa? Redarguendo e irridendo i suoi colleghi perché avrebbero dedicato alla nobildonna piemontese paginate che la signora non avrebbe meritato.

Chiude la sua articolessa con questa frase: “I giornalisti italiani hanno sempre bisogno di padroni e, quando ne perdono uno, lacrimano per un paio di giorni. Poi corrono a cercarsene un altro”.

Da parte sua, il giornalista Travaglio travagliatore di gente viva e morta, ha bisogno di carne da azzannare. Dopo averla scarnificata, corre a cercarne altra da azzannare. Per il suo Fatto Quotidiano, i fatti sono un’appendice forse fastidiosa. E il fatto che i 5S abbiano preso una china pericolosa a causa della loro incompetenza, superficialità, ingenuità, per Travaglio è un fatto che non merita attenzione.