“Sarebbe giusto sparare a chi entra in casa”.

La Ministra Giulia Bongiorno, avvocato, salì alla ribalta della cronaca quando al termine del processo per mafia a carico di Giulio Andreotti, urlò a squarciagola, perché la sentissero anche all’estero: Assolto, assolto assolto. In effetti, Andreotti fu assolto per una parte del processo ma usufruì della prescrizione per tutta un’altra parte del processo stesso.

Nelle interviste di questi giorni è impegnata a difendere non più una persona ma una idea: la legittima difesa. E porta acqua al suo mulino con questo ragionamento: “Uno che vive da solo e sente dei passi non può avere la freddezza e il tempo per fare un’indagine notturna e capire se chi cammina lo fa per rubare un oggetto o per uccidere”. E, alla domanda precisa se sia giusto sparare Bongiorno ha risposto convinta: “Secondo me, sì…..chiunque entri in casa altrui per rubare o per uccidere accetta le conseguenze della sua azione”.

A legger le sue parole stando seduto al bar, verrebbe da dire: brava, bene, bis. Peccato che una Nazione non va gestita stando al bar. Non va gestita solleticando la pancia dei meno avveduti, dei bulli, degli accesi sostenitori del far west, sceriffi a casa propria, e, infine, degli imprenditori delle armi.

La Nazione va gestita, da parte dei governanti,  con l’assunzione di piena responsabilità della sicurezza dei cittadini;  in questo contesto, solo le forze di polizia devono avere e gestire il potere della “forza”, nel rispetto delle regole democratiche e sotto la supervisione della magistratura. Non è giusto, corretto, legittimo delegare al cittadino la sua difesa. Se un cittadino viene rapinato 50 volte, la responsabilità è dello Stato e degli organi preposti alla sua sicurezza. Non è giusto trasferire queste responsabilità sulle spalle del cittadino …autorizzandolo a sparare e uccidere. Non è nella sua natura di cittadino e non deve diventarlo. Anche perché, di fronte a casi limite di tante rapine subìte da un solo cittadino, ve ne sono migliaia che riguardano casi estemporanei per poche migliaia di euro.

Nessuno può sottacere che una vita vale molto più di un pò di soldi, senza distinzioni.  E non c’è da salvaguardare solo la vita del rapinatore, che molte volte non agisce per cattiveria, bramosia e voglia di fare del male. C’è da preoccuparsi seriamente della vita del cittadino che, parafrasando la ministra, se aggredito di notte da un malvivente vero, non ha il tempo per indagare, capire e decidere per cui, prima che si decida a sparare, è più facile che muoia lui e non il ladro. Questi, a legge di legittima difesa approvata secondo lo schema Bongiorno, non entrerà più in una casa disarmato e, sicuramente, sarà molto più preparato di un cittadino in dormiveglia.