L’Italia tra terremoti e inondazioni che distruggono Borghi, Coste, Porti, Venezia

Dei terremoti sappiamo quasi tutto; non abbiamo contromisure congrue; siamo rassegnati alla cattiva sorte di vivere su una penisola ballerina: Dal 1900 ad oggi, si contano circa 80 terremoti di intensità importante, di cui 17 devastanti. Altrettanto rassegnati siamo di fronte alle esondazioni, agli smottamenti e agli allagamenti. Nel 2018, secondo dati CNR- Irpi, la natura selvaggia ha causato 38 morti e 4500 tra sfollati e senzatetto, in ben 134 comuni italiani.

Ora, a meno che il Mondo non rinsavisca e non decida di combattere seriamente il riscaldamento globale del pianeta, cosa molto improbabile, dovremo rassegnarci all’innalzamento del mare.

Il responsabile del Laboratorio modellistica climatica e impatti, Fabrizio Antonioli dell’Enea, fa sapere che “in assenza di interventi di mitigazione e adattamento, l’innalzamento del mare lungo le coste italiane è stimato in circa 1 metro”.

A rischio sarebbero soprattutto Venezia , che negli ultimi 100 anni è già sprofondata di 23 centimetri; poi,  le coste dell’alto Adriatico, tra Trieste e Ravenna fin quasi a Rimini, la foce del Pescara, del Sangro e del Tronto in Abruzzo, l’area di Lesina (Foggia) e di Taranto in Puglia, La Spezia in Liguria, tratti della Versilia, Cecina, Follonica, Piombino, l’isola d’Elba e le aree di Grosseto e di Albinia in Toscana, la piana Pontina di Fondi e la foce del Tevere nel Lazio; la piana del Volturno e del Sele in Campania, l’area del Cagliaritano e del Sassarese, le aree di Trapani e Marsala in Sicilia; Gioia Tauro (Reggio Calabria) e Santa Eufemia (Catanzaro) in Calabria.  Con le coste rischiano di sparire le banchine dei porti e tutte le piattaforme logistiche di interscambio delle merci delle 40 aree italiane.

Le varie conferenze internazionali sul clima che si sono succedute nel tempo, da quella quadro delle Nazioni Unite del 1992, passando per quella di Kioto del 2005, per finire a quella di Parigi del 2015, sono state fonte di forte speranza per l’umanità, ma sempre esse sono state

ammazzate da egoismi nazionali, insensatezze e ignoranze volute. Lo fece il presidente degli USA, George W.Bush, quando ammazzò il protocollo di Kioto; lo sta facendo, ora, Donald Trump, dall’alto della sua arroganza, ammazzando la conferenza di Parigi.  Purtroppo la realtà è amara, per usare le parole dell’ex presidente degli Stati Uniti, Barak Obama: Se non si fa niente a riguardoi cambiamenti climatici sono una minaccia esistenziale per il mondo intero”