Molti Dem sarebbero pronti a dialogare con i 5S, ma …

Pochi giorni fa Domenico De Masi che conosco benissimo per le sue competenza, ampia conoscenza delle problematiche della società italiana e dell’animo umano, ha scritto:
C’è un dato chiaro: da quando c’è il governo gialloverde, la Lega ha guadagnato un punto al mese nei sondaggi, mentre il M5S ha perso altrettanto. Salvini è come un leone che lentamente si sta divorando la gazzella, l’ha catturata e adesso non la mollerà finché non l’avrà del tutto spolpata. Non è soltanto una questione di elettori in fuga, perché c’è uno svuotamento di anima e corpo: al calo corrisponde un’emorragia dei principi cardine del Movimento. Penso alla vocazione ecologista, penso all’anima proletaria, penso ad alcune schifezze come il decreto sicurezza o la legittima difesa che i 5 Stelle stanno approvando. Salvini raccoglie ora i frutti della sfida che ha accettato lo scorso anno, ovvero quella di formare un governo con il M5S da una posizione di partenza sfavorevole, con circa la metà dei voti. Come ha scritto Massimo Cacciari, è assurdo che i dem non affermino le differenze tra Lega e 5 Stelle, identificando l’uno con l’altro come fossero la stessa cosa. Certo, più passa il tempo e più il Movimento, svuotato dall’alleato, rischia di appiattirsi sul Carroccio, ma ci sarebbe bisogno di un primo passo di disponibilità del Pd nei confronti dei grillini, che a quel punto farebbero bene a mollare Salvini. Invece, tra i candidati alla segreteria, nessuno ha dichiarato di voler fare questa mossa: così il Pd e i 5S si ritroveranno entrambi al di sotto del 20 per cento, senza più neanche possibilità di avere la maggioranza insieme.

Sei mesi fa questa posizione sarebbe stata subito stroncata sulla scia della posizione di Renzi che denunciava una strategia molto chiara: Di Maio Presidente del Consiglio e il PD portatore d’acqua, una vera follia, l’ufficializzazione del bipolarismo populista con la Lega, da una parte e  i 5 Stelle dall’altra”.
Oggi, con la nomina di Zingaretti a segretario del Partito Democratico, le cose stanno chiaramente cambiando. A diversi parlamentari dem , alla luce di un consenso non più maggioritario di cui i 5S hanno goduto finora e dell’oggettivo cambiamento della posizione politica del PD, sembra non dispiacere l’idea di aprire anche prima delle elezioni europee un dialogo costruttivo con i 5S.
Ma la strada verso quel dialogo tra M5s e Pd è ancora ricca di ostacoli costituiti non tanto da Renzi e dalla sua corrente che va sempre più riducendosi, quanto per una situazione di assodata subalternità dei 5 Stelle ai piaceri del potere stando al Governo: tutto viene sacrificato ad esso e chi se ne frega se l’identità del Movimento va a ramengo, chi se ne frega delle promesse svendute, chi se ne frega se i sondaggi parlano chiaramente di una crisi profonda. Il timone è nelle mani dell’ incompetente democristiano Di Maio e a lui piace tanto quel Salvini che, un giorno sì e un altro pure, lo accarezza, lo coccola, lo adula, lo lusinga, lo vizia, tenendolo buono buono al guinzaglio. Pure Di Battista, schifato, ha deciso di andarsene lontano.

Enzo Carmine Delli Quadri