Il M5S perde oltre il 50%; il Pd perde il 70% dei consensi del  2013 e il 50% del 2017

Nel 2013 il centrosinistra aveva trionfato con il 60% delle preferenze: il Pd era al 25% e la lista Pittella al 16%. Il Pdl era al 12,2% (tutto il centrodestra ottenne il 19% e la Lega nemmeno si presentò) mentre il M5s si fermava al 9%..
Alle politiche del 2018 (alla Camera) il M5s aveva ottenuto il 44,3% dei voti. Il centrodestra nel suo insieme aveva preso il 25,4%, con Forza Italia al 12,4% che doppiava la Lega al 6,3%, seguiti da Fdi al 3,7% e Noi con l’Italia-Udc al 3%. Il centrosinistra era crollato sotto il 20%, con il Pd fermo al 16,1%.
Oggi, quando mancano meno di cento sezioni (ne sono state scrutinate 588 su 681), il M5s resta il primo partito con il 20,53% ma perdendo oltre la metà dei voti ottenuti l’anno scorso, seguito dalla Lega con il 18,82% che triplica i consensi. Forza Italia è al 9,1%, Fdi al 5,95%, il Pd, come partito, è all’8,19% con una perdita secca dell’85% dei consensi rispetto al 2013 e del 50% rispetto all’anno scorso.
Guardando alle coalizioni, il candidato governatore della Basilicata per il centrodestra Vito Bardi, ormai certo della vittoria, è in testa con il 42,25%, secondo i risultati provvisori ufficiali delle elezioni regionali di ieri. Seguono Carlo Trerotola del centrosinistra al 32,86%, Antonio Mattia del Movimento 5 stelle con il 20,6% e Valerio Tramutoli di Basilicata possibile al 4,29%.
Le prime considerazioni che possono essere svolte, pur nella limitatezza dei numeri di una regione molto piccola (solo poco più di 400.000 elettori), riguardano il campo elettorale: dopo Abruzzo e Sardegna si rileva un ritorno della contrapposizione tra CD e CS con il M5S retrocesso a ruolo di comprimario e supporto ad una delle due coalizioni; se oggi il M5S è chiaramente a supporto del Partito della Lega, salvinizzandosi, in futuro potrebbe, se non vuole tornare all’opposizione, allearsi con il CS.
In secondo luogo il PD: almeno stando a questi risultati, non sembra che la figura di  Zingaretti abbia dato un qualche impulso al partito. Certo, sono passati pochi giorni dalla sua elezione a segretario ed era difficile risalire la china degli scandali attribuibili ai governanti del PD lucani. Purtuttavia, non si comprende come mai i tanti voti dati alle liste del CS non siano confluiti proprio sul partito di Zingaretti.