Le spese per interesse aumenteranno di oltre 11 miliardi pei prossimi tre anni

Il buco nella montagna della Val di Susa in cui far passare il TAV (Treno ad alta velocità) o la TAV (Ferrovia ad alta velocità) è uno scherzo confrontato col buco del debito pubblico che la banda gialloverde sta lasciando nei conti dello stato: in un anno, da gennaio 2018 a gennaio 2019, è cresciuto di 71 miliardi di euro, un ritmo impressionante pari a circa 6 miliardi al mese. Nei dodici mesi precedenti, invece, il debito era salito a un ritmo sostanzialmente pari alla metà ovvero di 35 miliardi annui, poco meno di 3 miliardi al mese. (Dati elaborati da Unimpresa su informazioni Banca d’Italia). La pessima idea di far credere che tutto sia colpa dei governi precedenti non funziona più (vedere le tabelle allegate). A questa brutta notizia, se ne aggiunge un’altra: il Prodotto Interno Lordo (PIL), ovvero la ricchezza nazionale non aumenta allo stesso ritmo, anzi regredisce. Il tutto comporta una conseguenza importantissima: Lo Stato ha bisogno che i creditori conservino fiducia in esso. In assenza, lo Stato è costretto a incrementare i tassi di interesse. Ed è quello che è accaduto. La tabella del debito Pubblico in percentuale sul PIL racconta come dopo anni di calma, la percentuale riprenda a salire.

Debito Pubblico ItalianoLa tabella del PIl ci racconta come siamo entrati recessione. Conseguentemente,

PILla spesa per interessi, come si evince dalla tabella riportata nella foto qui riprodotta,

Spesa per interessitornerà a impennarsi nei prossimi anni per titoli già allocati (non è quindi una mera previsione): nei prossimi tre anni salirà, al minimo, di oltre 11 miliardi di euro che si aggiungono agli otre 50 miliardi per evitare che aumenti l’IVA.

Questo dice una cosa molto importante: se i governi, precedenti a questo, non hanno dato la percezione di aver fatto al meglio il loro dovere, questo governo gialloverde sta dando la certezza di uno sfascio dei conti pubblici le cui conseguenze saranno pagate caramente dai cittadini increduli.

Il Governo, nel prossimo mese di aprile, dovrà aggiornare il DEF, documento che fa perno, direttamente e indirettamente, sul rientro del debito pubblico. Si può immaginare che, in attesa delle elezioni europee, possa prevalere la tendenza a non anticipare scelte impopolari. Ma sarà molto difficile, al limite del fraudolento, sorvolare su uno scenario peggiorato in tutti i sensi, in Italia, per scelte sbagliate dell’ultimo anno, e all’Estero, per la guerra commerciale in atto tra USA e CINA.