Mettendo al vaglio le articolesse di Marco Travaglio e le sue pippe mentali (così definisce lui quelle degli altri) si scopre che il travagliatore persecutore del Partito Democratico e difensore del governo gialloverde, nel tentativo di dimostrare che i 5S sarebbero bravi e Salvini, no, in effetti fa strame di Salvini senza poter salvare i 5S, confermando quello che andiamo dicendo da mesi. Nell’articolessa pubblicata mercoledì 27/03/2019 sul Fatto Quotidiano, il Travagliatore si esprime in questi termini (le sue parole sono in corsivo)

Gueladje Koulibaly proviene, o dice di provenire, dalla Guinea. Le forze dell’ordine lo conoscono bene: è un immigrato irregolare senza permesso di soggiorno né fissa dimora né occupazione, a parte lo spaccio di droga. Ha bivaccato a lungo nelle palazzine degradate del Moi (il villaggio olimpico di quell’enorme spreco che fu Torino 2006). Entra ed esce da una caserma alla questura al carcere, vantando vari precedenti per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Ma non solo. Il 25 novembre scorso tenta di entrare nella discoteca Life, sempre la stessa, con la scusa di recuperare un inesistente pallone da basket perduto. I buttafuori lo respingono all’ingresso e lui, per vendicarsi, torna lì con una bomba molotov che per miracolo non riesce a lanciare contro il locale. I carabinieri lo inseguono e lo arrestano. Ma in un paio di giorni è di nuovo fuori, e torna a spacciare al Valentino. A metà marzo scoppia una rissa tra i migranti che occupano l’ex villaggio olimpico. I testimoni dicono alla polizia che l’ha provocata Koulibaly, ormai uccel di bosco. Intanto il questore firma il suo decreto di espulsione, che però è scritto sull’acqua: l’Italia non ha accordi di rimpatrio con la Guinea, quindi il presunto paese d’origine difficilmente se lo riprenderà indietro; e comunque Koulibaly è irreperibile, dunque è impossibile anche solo consegnargli il pezzo di carta. Ora finalmente è in carcere per violenza sessuale e si spera che ci resti per un po’. Ma l’espulsione rimane una chimera.  Salvini, letti i giornali (lui ai commenti preferisce la cronaca nera), ha subito twittato sarcastico, in terza persona: “Colpa di Salvini che è troppo cattivo… #tolleranzazero”.

A questo punto dell’articolessa, Travaglio cerca di differenziare l’azione di Salvini da quella di Bonafede e Conte. Purtroppo poco ci riesce perché salvo dare atto a Bonafede di essersi ben mosso su spazzacorrotti e blocco dello svuotacarceri, così continua: Da quando è ministro dell’Interno, cioè da nove mesi, Salvini non ha fatto assolutamente nulla per aumentare i rimpatri dei clandestini (18 al giorno, tanti quanti ai tempi di Minniti, su un totale presunto di oltre 550 mila): le espulsioni costano un occhio, richiedono più stanziamenti (mai visti; dovrebbero provvedere Conte Di Maio e Tria), più agenti in strada per rintracciare gli irreperibili (mai visti; dovrebbe provvedere proprio Salvini) e soprattutto più accordi con i Paesi di provenienza (nemmeno uno in aggiunta a quelli vecchi con Marocco, Tunisia, Nigeria ed Egitto; dovrebbero provvedere Conte e Moavero, il ministro degli esteri).

Travaglio dimentica di dire che, quanto alla certezza della pena, poco ha fatto anche il ministro Bonafede per eliminare le pastoie che consentono a un personaggio come Gueladje Koulibaly di fare in Italia il suo comodo, come da lui raccontato, senza dover rispondere dei suoi atti malvagi. Ma di queste cose, continua Travaglio, non parla nessuno. La “narrazione” è che fa tutto Salvini. Invece lui non fa nulla per nessuno, ma promette tutto a tutti. E continuerà a mietere voti e consensi finché durerà l’incantamento generale. Pretendere che un clandestino dedito allo spaccio e alla violenza, se non può essere espulso né condannato definitivamente in tempi ragionevoli, resti almeno in galera per un po’ è un diritto sacrosanto dei cittadini. E anche dei tanti immigrati onesti che pagano per primi un surplus di xenofobia ogni volta che un immigrato commette delitti impunemente e si fa pure beffe dei magistrati e delle forze dell’ordine.

Travaglio dimentica di aggiungere che questa è la politica di Salvini, cui Conte, Bonafede, Di Maio e la maggioranza dei 5S si sono allineati: scaricare sui cittadini problemi cui è preposto lo Stato. Le donne che si prostituiscono in strada? Che bisogno c’è di difenderle in casa e al lavoro, chiudiamole nelle case chiuse e guadagniamoci facendo loro pagare le tasse! I rapinatori in casa? Che bisogno c’è di far lavorare meglio le forze dell’ordine, armiamo i cittadini! Gli stupratori? Che bisogno c’è di controllare più e meglio periferie e luoghi particolari, castriamoli! I migranti? Che bisogno c’è di occuparsi di quelli che vengono scaricati da navi dei trafficanti su barchini di fortuna e che arrivano indisturbati sulle nostre coste, basta bloccare i 50 o 100 delle ONG.

E l’incantamento continua.