A Travaglio rode di brutto il fatto che Calenda Nardella Renzi siano ancora in partita

Ma mi faccia il piacere” è una rubrica curata da Marco Travaglio il lunedì mattina per il suo giornale Il Fatto Quotidiano. In essa egli prefissa un titolo a cui fa seguire alcune frasi o dichiarazioni rilasciate da politici o giornalisti o altri personaggi della politica o dell’industria italiana, per poi deriderli con una battuta.
Lungi da me l’idea che possa minimamente arrivare al suo livello di derisione lirica. Pur tuttavia ritengo doveroso provarci per evidenziare le pecche del giornalista Travaglio il quale invece di indagare la politica nelle sue complesse articolazioni, preferisce dilettarsi in quest’arte che potremmo definire ironica-satirica. Cominciamo:

Calenda l’imbucato. Carlo Calenda si imbuca all’adunata milanese di Salvini …sembra Gianrico interpretato da Alberto Sordi in un vecchio film, un rompipalle con la missione di perseguitare il suo vicino di pianerottolo, il signor Arduino ….: “Sor Arduì, ho passato una notte d’inferno, m’ha mozzicato ‘na zanzara, ma proprio in un punto che nun me posso gratta’ né di qua né di qua: che me farebbe un grattino alla schiena, sor Arduì?”. Cos’abbia indotto Calenda ad aggirarsi nella piazza leghista in uniforme da molestatore, non è dato sapere. Forse voleva vedere com’è fatta una piazza, esperienza unica nella sua vita. O provare l’ebbrezza di incontrare della gente, fenomeno rarissimo nelle iniziative elettorali del Pd e ancor più del suo movimento “Siamo Europei”. O forse sperava in una contestazione, un paio di fischi, un insulto, mezza pernacchia, per poi fare il martire. Invece niente: a parte i più, che non l’hanno riconosciuto. (Fatto Quotidiano del 21 maggio 2019). E se Calenda fosse andato in quella piazza per dimostrare anche a Travaglio che nessuno, dico nessuno, può impedire a un cittadino, come Calenda o chiunque altro, di essere presente in un luogo che il Ministro degli Interni intende precludergli???

Nardella altro imbucato. Dario Nardella, sindaco di Firenze, s’è imbucato al saggio musicale degli allievi di una scuola media e s’è messo a suonare il violino coi ragazzi che lo guardavano incuriositi. Che s’ha da fare per raccattare, o per perdere, qualche voto. Non riuscendo più a brillare di luce propria e non sapendo come si fa l’opposizione, questi disperati fanno come Zelig: rubacchiano un po’ di luce altrui, piazzandosi alle spalle di quello famoso e salutando con la manina a favore di telecamera.(Fatto Quotidiano del 21 maggio 2019). Risulta che Travaglio sa usare solo la penna, velenosamente. La sua invidia per chi sa suonare un violino deve essere struggente.

Renzi non se lo fila nessuno. L’altro giorno, su Repubblica, Renzi ha riattaccato la solfa delle fake news origine e causa di tutti i suoi mali, poi ha aggiunto un particolare che, nelle sue aspettative, doveva terremotare la campagna elettorale: “Affermo pubblicamente che Salvini ha utilizzato parte dei 49 milioni per creare La Bestia, lo strumento di disinformazione della Lega. Sono curioso di capire se sarò querelato”. Ma nessuno, tantomeno Salvini, se l’è filato di pezza……. così ogni sera questo morto di fama abbaia alla luna strillando: “Non so se avete notato, ma ho affermato pubblicamente una cosaccia su Salvini, eppure lui non mi querela, ma vi rendete conto, ma si può?”. (Fatto Quotidiano del 21 maggio 2019). Ora, a parte il fatto che Renzi non è un morto di fama – se lo fosse non sarebbe continuamente sulla sua bocca – a parte il fatto che non risulta che Renzi vada in giro ad esprimersi nei modi descritti da Travaglio, a parte il fatto che Salvini non querela perché intorno a quei 49 milioni c’è tanta puzza di bruciato, sembra proprio che a Travaglio rode un sacco il fatto che qualcuno, in questo caso Renzi, usi le querele. E contro di lui si sta divertendo. Per evitare querele, sor Travaglio, basterebbe fare il giornalista e non il diffamatore.

Che, me farebbe un grattino alla schiena, sor Travà?