La lega attacca Draghi temendone la discesa in campo. Intanto lo implora di aiutarla.

Lo spread , differenziale del tasso di interesse che l’Italia è costretta a pagare sui prestiti che richiede al mercato finanziario. Uno spread di 100 punti valgono oltre 2 miliardi di euro; 200, valgono oltre 4 miliardi e così via. Siamo a 290. Tutti soldi che lo Stato Italiano deve versare ai suoi creditori (che acquistano il nostro debito) sottraendoli a investimenti, sanità, pensioni, scuola, ecc.. ecc…

La Lega, di fronte a tutto questo, tenta di fare la voce grossa: andremo in Europa e batteremo i pugni sul tavolo. Dovranno cambiare le regole e aiutare l’Italia. Se fallisce l’Italia fallisce tutto il sistema europeo.

In effetti, tra le sue fila, serpeggiano malumori e timori.
Malumori perché si sentono abbandonati, senza alleanze
Timori nel vedere l’Italia finire dietro alla Grecia che, negli ultimi tempi, riceve un attestato di fiducia, da parte dei mercati finanziari,  migliore di quello dell’Italia.

Di fronte all’opinione pubblica gli uomini della lega ostentano sicurezza e predicano fiducia. “Non siamo preoccupati”dicono. In effetti, dopo mesi, utilizzati a criticare Draghi nel timore che potesse scendere in campo contro la Lega per dare una mano ai moderati italiani, si rivolgono a lui con il piattino in mano.

Ecco allora Salvini:Conto che gli italiani in Europa facciano gli interessi dell’Italia come fanno tutti gli altri Paesi, aiutino e consiglino e non critichino e basta”
A lui si accoda Claudio Borghi, uomo economico e fedelissimo di Matteo Salvini: non si può più scherzare con il fuoco. La soluzione per la Lega? Mario Draghi deve usare di nuovo il bazooka. Subito.

Purtroppo, stando a quel che scrive la Stampa, la risposta di Draghi, prima, durante e dopo le tante dichiarazioni leghista, resta una e una sola, seria, competente e tagliente: non c’è alcuna speranza che il piano di acquisto titoli della Bce venga ripreso per alleggerire il peso delle decisioni che attendono il governo italiano.