Di Maio governista e Di Battista anti casta se le danno di santa ragione.

C’è poco da scoprire, è tutto chiaro sotto il sole d’Italia: Di Battista dimostra che il M5S ha funzionato e funziona solo quando butta giù proteste a raffica giocando sulla pelle di chi si ritrova, poi, incastrato, in tante …..; Di Maio, al Governo, dimostra l’incapacità politica a governare viste le randellate rimediate dallo scafato Salvini. Ma c’è altro che emerge da tutto questo: il masochismo dei parlamentari Pentastellati che, invece di ritrovare un minimo di dignità e riprendere il loro percorso di sana protesta a difesa del buono e bello per il cittadino, si sono talmente attaccati alla poltrona da accettare che le dita che la Lega gli ficca negli occhi.

E, così, assistiamo al balletto delle reciproche accuse.

Di Battista: i miei amici Pentastellati sono diventati“burocrati chiusi dentro ai ministeri”.

Di Maio: “E’ ingiusto definire i nostri ministri come ‘burocrati’. Sono persone che, lavorando ogni giorno nei ministeri, hanno partorito per esempio leggi importanti, come per esempio la spazzacorrotti, che è proprio quella che ha permesso di scoperchiare il caso del Csm”. …… se Alessandro torna a lavorare per il Movimento siamo tutti felici perchè sono più utili le persone che lavorano che gli opinionisti. Di opinionisti ce ne sono fin troppi”.

Di Battista: “Ci siamo troppo appiattiti sulla Lega”

Di Maio: “Se qualcuno in questa fase destabilizza il movimento con dichiarazioni, eventi, libri, destabilizza anche la capacità del movimento di orientare le scelte di governo”.

Di Battista: “Non sono io che destabilizzo Conte, è Salvini a farlo”” “Dico le stesse cose da sempre, non capisco questi attacchi”. 

Insomma: quelli che sono seduti Montecitorio si preoccupano di evitare che cada il Governo; quelli che sono senza poltrona, vengono accusati di voler scalzare Di Maio.

I Pentastellati in parlamento, diventati casta, stanno facendo i conti con gli attacchi e le ironie di chi ha sempre combattuto la casta.


Nella foto ANSA: Di Battista e Di Maio