Due donne ai massimi vertici dell’Europa. L’Italia condannata a ruoli marginali
La ministra della Difesa tedesca, vicinissima alla Merkel, Ursula von der Leyen, della Cdu, sarà l’erede di Juncker alla Presidenza della Commissione Europea. E, a prendere il posto di Mario Draghi alla testa della Banca Centrale Europea, sarà un’altra donna, questa volta francese, Christine Lagarde. Presidente del Consiglio europeo sarà il liberale belga Michel. Lo spagnolo Borrell Alto prenderà il posto della Mogherini come rappresentante della politica estera. Il socialista Frans Timmermans e la liberale Margrethe Vestager saranno invece i primi vice della Commissione.
Fa un po’ sorridere quello che il nostro Presidente del Consiglio, appiattito sulle posizioni del gruppo dei paesi dell’Est di Visegrad, ci aveva fatto credere solo 24 ore fa: L’Europa non può essere gestita solo da 2 paesi(facendo chiaramente riferimento ad accordi sottobanco tra Germania e Francia, tra Merkel e Macron). In questo modo aveva rifiutato la nomina del socialista Frans Timmermans sulla poltrona della presidenza della Commissione europea e del cristiano europeo Manfred Weber su quella dell’Eurocamera. Il risultato della sua opposizione è, contento lui, che due incarichi pesantissimi vanno a due donne legate, una, alla Merkel e, l’altra, a Macron.
Di più, l’Italia perde le posizioni di Draghi a capo della BCE, quella di Tajani, a capo dell’europarlamento e quella della Mogherini come rappresentante della politica estera europea. Dovrà consolarsi con una Vicepresidenza della Commissione e un incarico alla Concorrenza. Questo è. Di più ancora, per evitare la procedura d’infrazione e pagare multe salatissime, Conte e Tria si son dovuti presentare con un pacchetto di circa 9 miliardi di euro di risparmi: non possono essere spesi ma portati a riduzione del debito pubblico, con tanti saluti ai tanti provvedimenti attesi dagli italiani.