Oramai la posizione di Salvini appare insostenibile. La sua difesa a riccio, contro ogni evidenza, fa molto male all’Italia.

Salvini rifiuta categoricamente di conferire in Parlamento in merito ai presunti intrallazzi con Putin. Sbeffeggia le istituzioni. Sbeffeggia la stampa e la magistratura. I suoi seguaci fanno lo stesso. Savoini, il suo uomo a Mosca, rifiuta di rispondere alle domande della Magistratura che cerca di capire a che titolo lui fosse all’hotel Metropole di Mosca il 18 ottobre 2018 a trattare una fornitura di gas/petrolio da cui ottenere una provvigione di 65 milioni di euro a favore della Lega per la sua campagna elettorale europea. Il reato ipotizzato: Corruzione Internazionale. Inoltre si presenta, spavaldamente ad a un tavolo convocato per sentire 32 sigle sindacali sui problemi economici italiani e la manovra economica da mettere in piedi tra qualche mese.  Fa andare su tutte le furie il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte per la scorrettezza istituzionale (è il Presidente del Consiglio che detta l’agenda, non il ministro degli interni). Mette in crisi Governo, Confindustria e Sindacati perché al tavolo c’è anche Armando Siri, 47 anni, già condannato per bancarotta fraudolente, e da poco cacciato dal Governo perché indagato per corruzione insieme ad altre nove persone, nell’ambito di una inchiesta della Dia coordinata dalla Dda di Palermo e di Roma su presunte irregolarità nel settore dell’eolico.
I più maliziosi ipotizzano che questa posizione assunta dalla Lega, appoggiata da un consenso degli italiani indubbiamente molto alto, sia dovuta a ricatti cui Salvini è sottoposto per il caso Arata-Nicastri che coinvolge Siri e per il caso russo che coinvolge Savoini.
Salvini che dice di amare l’Italia non può pensare che tutto finisca sotto il tappeto o nascosto nelle nebbie romane, lasciando insolute tante domande che già lastricano la debole posizione italiana in Europa. Deve assolutamente andare in Parlamento, parlare all’opinione pubblica rispondendo a tutte le domande e sciogliere, così, ogni dubbio. Se è in buona fede e non c’è nulla da nascondere, non ha nulla da temere. In caso contrario saranno gli italiani a soffrirne, quelli che lui dice di voler difendere.