Le forze politiche continuano a dare uno spettacolo pietoso. Mattarella le fustiga 

La giornata delle consultazioni per il nuovo Governo, dopo la frittata fatta da Salvini con la sua mozione di sfiducia nei confronti del suo stesso governo, nel momento in cui lo dominava in lungo e in largo, si è presentata nel modo più squallido possibile.

La lega biforcuta: ritorno alle urne, oppure, in modo davvero sorprendentemente incredibile, un ritorno al Governo appena sfiduciato con lacrimevoli: Di Maio ha sempre fatto bene
Forza Italia biforcuta: ritorno alle urne o un Governo di centro destra, andando a pescare “responsabili” in altri gruppi parlamentari, visto che il centro destra non ha i numeri sufficienti in questo Parlamento.
Il PD biforcuto: ritorno alle urne oppure un Governo con il M5S, salvo porre condizioni non facilmente digeribili dal Movimento stesso.
Il M5S triforcuto: ritorno alle urne oppure un Governo con il PD oppure un Governo con la Lega. Infatti, nella sua dichiarazione, all’uscita dal confronto con Mattarella, Di Maio ha elencato una serie di punti programmatici ma non ha detto con chi vuole discuterli.

Di fronte a questa assoluta scarsa assunzione di responsabilità, giochini e giochetti, Mattarella si è presentato alla Stampa con il volto scuro e le parole molto dure, segno di risentimento e rammarico per forze politiche che non avvertono l’importanza della posta in gioco e si permettono di giocare a nascondino mentre il Paese ha urgente bisogno di essere governato.

Pare che le parole di Mattarella, che ha dato 5 giorni di tempo alle forze politiche per tracciare un quadro serio e chiaro della situazione, abbiano smosso il PD e il M5S a iniziare una pur timida trattativa. Ma il quadro non si presenta semplice, considerato questo basso livello di competenza e conoscenza istituzionale delle forze politiche in campo.