Il PD si siede al tavolo della trattativa ponendo dei veti. Renzi considera idiota chi fa questioni di poltrone in questo momento.

Il PD si siede al tavolo della trattativa ponendo dei veti. Renzi considera idiota chi fa questioni di poltrone in questo momento.
“Non ci possiamo permettere di far saltare questa delicatissima operazione politica per i nomi. Ormai è tutto noto: il Paese sa del nostro tentativo di formare una nuova maggioranza con il M5S. Sarebbe da idioti farne una questione di poltrone. Salvini ci distruggerebbe nelle urne. Siamo a metà del guado, non possiamo fermarci. Questo governo deve nascere e durare almeno due anni”.
Questo è quello che dice Renzi
Questo, invece è quello che dicono i più uniformandosi all’analisi di Travaglio.
Un governo serio non può partire dai veti, ma da una trattativa su poche cose da fare nei primi mesi (poi, se funziona, si procede). Invece Zingaretti (contrariamente a quello che dice Renzi) parte dai veti: “Discontinuità” rispetto a Conte (troppo popolare?) e agli ex ministri (solo dell’ultimo governo o anche dei capolavori di Monti, Letta, Renzi e Gentiloni?). Quanto al programma, presenta 5 punti. Di sutura. “Appartenenza leale all’Ue”: slurp. “Democrazia rappresentativa, a partire dalla centralità del Parlamento”: mecojoni. “Sviluppo basato sulla sostenibilità ambientale”: gnamm. “Cambio nella gestione dei flussi migratori”: perbacco. “Ricette economiche e sociali in chiave redistributiva”: apperò. Vasto programma, direbbe De Gaulle. Ma così vago e vacuo che, con qualche distinguo, potrebbe starci pure Salvini. E persino CasaPound. B. ci sta sicuro, con Dell’Utri dai domiciliari e Previti dalla clinica.
​Prima Zingaretti si mette da parte e meglio è.