Dalla foto di copertina si contano 41 membri del nuovo partito di Matteo Renzi, Italia Viva. I senatori che hanno già inviato le loro lettere di dimissioni dal PD sono 13 che, con il socialista Riccardo Nencini e l’azzurra Conzatti, fanno 15. La presenza di Nencini dovrebbe consentire l’utilizzo del simbolo del PSI già presente alle elezioni del 2018 con conseguente formazione di un gruppo autonomo al Senato. I deputati che hanno già deciso di lasciare sono 21; tra essi  Matteo Colaninno e con lui  Annibali, Anzaldi, De Filippo, Ferri, Giachetti, Marattin, Migliore, Nobili, Paita.

Sono tanti i renziani che restano nel PD ma restano legatissimi a Matteo Renzi: La neo-sottosegretaria Anna Ascani, Tommaso Cerno, Andrea Marcucci, Alessia Morani, per cui i dirigenti dem prevedono uno stillicidio: «Un sasso, poi un altro… Finché non verrà giù la montagna», convinti che strada facendo i gruppi del Pd continueranno a svuotarsi e quelli di Italia viva a gonfiarsi. D’altra parte è così che la raccontano i fedelissimi di Renzi, pregustando la rivincita su Zingaretti e compagni.

Ma non sono solo i Dem ad essere preoccupati. Renzi ha lanciato ami anche  dentro Forza Italia e tra i 5 Stelle al secondo mandato, la cui rielezione è a rischio. E poiché le ambizioni sono grandi, ha cominciato a esplorare anche i territori di Salvini presso i tanti malpancisti neo leghisti  storicamente moderati amanti del centro democratico.