L’ultimo sondaggio di Nando Pagnoncelli, condotto per il Corriere della Sera, mostra il sommovimento politico seguìto alla formazione del governo giallo-rosso, voluto da Grillo e Renzi, contro il parere di Salvini e Zingaretti, e alla scissione di Renzi dal PD.

Il Pd è quello che ne esce più ridimensionato: oggi è infatti al 19,5%. I punti persi sono dovuti sostanzialmente proprio alla scissione di Renzi, il cui consenso proviene per quasi i due terzi dal Pd; per il momento i dem non riescono a compensare le uscite dei renziani con il ritorno di elettori anti-renziani che avevano lasciato il partito.

Il M5S subisce anch’esso una contrazione significativa, passando dal 24% della rilevazione precedente, all’attuale 20,8%. In questo caso la formazione renziana non sembra rappresentare una delle cause della flessione. I voti persi sono andati verso l’astensione.

Anche la Lega vede contrarsi il proprio consenso: scende infatti di un punto rispetto alla rilevazione di fine agosto, attestandosi a poco meno del 31%, ma complessivamente risulta in flessione di oltre 5 punti rispetto a fine luglio, quando era al governo. Il suo calo va a vantaggio di Fratelli d’Italia della Meloni che incrementa il suo consenso fino al 9% e di Forza Italia che riusale al 7%.

In questo smottamento, la forza appena nata di Italia Viva che Marco Travaglio aveva segnalato al 2,9% si assenta, invece,  al 5% ca. (4,8%) e siamo solo all’inizio.

Il Governo Conte che dapprima era poco amato dalla popolazione – 36 contro 52 – cominci a r3cuperare e a ridurre il divario fra favorevoli e indecisi portando gli indici a 39 contro 48.