Giovanissima, entrò nel consiglio comunale di Agnone come iscritta al Partito Democratico. Alle ultime elezioni europee ha riportato un successo strepitoso con migliaia di preferenze personali (35.000) e tali da proiettarla al ruolo di Responsabile Europa e Mediterraneo dei Giovani Democratici. È sicuramente un volto nuovo e vincente della sinistra italiana. A Lei Donna Moderna dedica una intervista che ne disegna un profilo vincente di donna che ha a cuore le sorti del Mezzogiorno d’Italia e dei più deboli in assoluto.

Peccato, però, che non abbia mai dedicato attenzione alle aree interne del nostro Paese. Per lei va bene che la regione inutile, quale è il Molise, resti con la sua autonomia velleitaria che privilegia solo le caste regionale e provinciali. Per Lei parlare di Altosannio è solo tempo perso, una alzata di spalle. Per lei la desertificazione del nostro territorio è questione marginale. Vuoi mettere questioni come l’Europa, un piano assunzioni per la Pubblica Amministrazione oppure la parità di genere. Vuoi mettere?  Che un territorio come l’Altosannio (alto molise, alto sangro alto vastese) per duemila anni unito, sempre comunità autonoma, sia stato sfregiato e smembrato in 4 pezzi e mangiato senza pane, a Caterina Cerroni non interessa un bel niente. Meglio parlare di massimi sistemi in connessione con la segreteria provinciale e la segreteria regionale segreteria nazionale del PD, una catena di Sant’Antonio che soffoca le Aree Interne, dislocate, come sono in territori i cui bacini elettorali valgono come il due di coppe a briscola.