Circa la posizione di Giuseppe Conte, Renzi così dice al Messaggero: “Dipende da come funziona il governo, non da me. Niente di personale, sia chiaro: a me sta a cuore l’Italia, non il futuro dell’avvocato Conte – – La legislatura durerà fino al 2023, sicuramente: siamo una democrazia parlamentare e in Parlamento c’erano, ci sono e ci saranno i numeri per un governo che non ci spinga fuori dall’Europa”.

“Questo governo è nato in emergenza per rispondere allo strappo leghista. Con le elezioni anticipate avremmo avuto l’aumento dell’Iva, i pieni poteri a Salvini, un capo dello Stato No Euro e tensioni sui mercati. Con il blitz di agosto – rileva – abbiamo eliminato in un colpo solo tutti questi rischi: rivendico l’operazione di igiene istituzionale che abbiamo fatto”. “Se poi – avverte il leader di Italia viva – qualcuno vuole andare a votare prima, magari per replicare il brillante risultato dell’Umbria dove si è scelto di anticipare il voto facendo della regione un caso nazionale, non ha che da dirlo”.
Per evitare l’aumento delle micro-tasse, sottolinea, “servono meno di 2 miliardi di euro” e “ci sono tante soluzioni. Se il cuneo parte a settembre anziché a luglio, il problema è risolto”, ma “si può intervenire anche sulle spese: col mio governo spendevamo undici miliardi in meno di quello che si spende ora per beni e servizi”.