Il sogno di rappresentare l’alternativa populista al sistema tradizionale è fallito. M5S funziona, o meglio funzionava in campagna elettorale, ma poi le bugie elettorali esplodono alla prova di governo”. Inizia così l’intervista data da Renzi a La Stampa di Torino. E continua: “i populisti dovevano far sparire la povertà ma hanno fatto sparire solo la crescita”

Che il reddito di cittadinanza sia un sussidio che non funziona, lo dice la Guardia di Finanza, ma ormai lo stanno capendo tutti…”  “Ma io credo che non occorra aver fretta, bisogna lasciare ai 5 stelle il tempo di metabolizzare il cambiamento. Ma al tempo stesso è arrivato il momento di cambiare quel meccanismo. Con un’altra politica: al Sud bisogna aprire cantieri, anziché continuare a dare sussidi”.

Quanto alla giustizia:  “L’abolizione della prescrizione è un obbrobrio”, per cui “o il guardasigilli Bonafede capisce che deve cambiare approccio, oppure saremo molto presto costretti a votare assieme a Forza Italia: in Senato c’è già una maggioranza favorevole al ritorno alla normativa voluta a suo tempo dal ministro Andrea Orlando”.

Non risparmia neanche Conte: “Ho sentito il presidente del Consiglio spiegare che in questi mesi ha dovuto rimediare ai disastri fatti dal Governo precedente, ho molto apprezzato. Mi pare un sussulto di consapevolezza tardivo, ma realistico. Adesso si tratta di capire se il Conte2 sia davvero cambiato rispetto al Conte1” sottolinea Renzi, che non vede un futuro ancora con il premier attuale a Palazzo Chigi. Se nel Pd “pensano che Conte possa essere il riferimento del mondo progressista, prendo atto. Per noi non è così: è il premier d’emergenza, di una situazione d’emergenza. Stiamo tutti cercando di aiutarlo e dargli una mano. Ma abbiamo idee diverse sul futuro”.

Sulla possibilità che il Conte 2 possa durare fino al temine della legislatura ha molti dubbi:  “l’Italia meriti stabilità. Una situazione di Governo tranquilla sarebbe ideale per tutti, anche perché più siamo stabili, più possiamo cogliere la felice opportunità del calo del costo degli interessi sul debito. Quando sono arrivato a Palazzo Chigi spendevamo 77 miliardi di euro all’anno, nel 2020 saranno 59 miliardi. Tutto merito del lavoro della Bce e delle nostre riforme. Più c’è stabilità, meno costa il debito. Ma dobbiamo riconoscere che stabilità non può voler dire tirare a campare. I populisti dovevano far sparire la povertà, hanno fatto sparire solo la crescita. La vera scommessa del governo è proprio questa: è urgente fare un decreto crescita perchè l’Italia è ferma. Tutta la partita oggi è in mano al Governo e alle forze politiche della maggioranza: se sono seri e lucidi, si fa un programma serio e si arriva al 2023. Piano Shock, riduzione tasse, investimenti sulla famiglia. Meno populismo, più cantieri. Lo saranno? Non so, al momento direi che c’è il 50% di possibilità di arrivare fino in fondo”.