Che Bettino Craxi non fosse un uomo comune, che avesse doti quasi selvagge di uomo politico, nato per la politica e morto per la politica, lo dimostrano film, video e le tante pubblicazioni che editori di ogni estrazione stanno dando alle stampe in questi giorni. Qui sotto è riportata una breve sintesi, non esaustiva, dell’Ansa.
Tanti ritengono che la figura di Craxi andrebbe rivalutata sic et simpliciter. Tanti ritengono che la Società italiana deve fare i conti con la tragedia di questo uomo cui fu negato la possibilità di curarsi in Italia salvo, poi, alla sua morte, chiedere per lui i funerali di Stato. Altri ancora ritengono che sia stato condannato, per finanziamento illecito ai partiti, in modo feroce nell’epoca in cui tutti i partiti erano finanziati illecitamente e, a titolo di memoria, il PCI, che pure usufruiva di massicci finanziamenti da parte dell’Unione Sovietica, non fu toccato dalla Magistratura. C’è chi ricorda che negli ultimi due decenni i governi italiani hanno negoziato su tutto tranne che per Moro e Craxi. Altri ricordano l’indecorosa pioggia di monetine, chiaramente orchestrata, che fu lanciata addosso a Craxi all’uscita da un hotel di Roma e che, in qualche modo, rappresenta il feroce debutto dell’antipolitica che avrebbe segnato la vita pubblica dei successivi decenni fino ai giorni di oggi.

Ci sono, poi, coloro, di sinistra, che, in modo civile, parlando di lui come un grande uomo politico, non si immiseriscono nelle questioni giudiziarie, e simlimitano a contestargli solo scelte politiche sbagliate. In particolare gli contestano tre errori: 1. L’ anticomunismo o meglio l’avversione al Partito Comunista”. 2. Lo spostamento del Partito Socialista dall’operaismo a un sistema in cui operai e imprese hanno diritto alla stessa giusta attenzione. 3. Un’idea di competizione con la Democrazia Cristiana sul terreno del potere. Ovviamente  il mondo riformista italiano considera le scelte dei Craxi non errori ma vere e proprie medaglie che la storia si è curata di rendere evidenti e opportune in una società moderna in continua fortissima evoluzione.

Solo alcuni, e tra questi il travagliatore Marco Travaglio, com’è nel loro stile, valutano Craxi con il metro di reati commessi, reali o presunti tali. In base ad esso non credo si salvi un qualunque uomo che abbia calcato le scene della Politica o della Società ai più alti livelli, da Roosvelt a Stalin, da Obama a Trump, da Togliatti a Scelba, da Gronchi a Leone, fino ad arrivare finanche a Gesù Cristo, visto che fu indagato, processato e condannato a morte.  Per fortuna non sono molti questi squallidi personaggi che giudicano solo in base a questioni processuali e non in base alla Persona, a quanto abbia seminato e prodotto e a quanto sia stato utile alla Società e agli uomini tutti.

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Breve sintesi dell’Ansa, non esaustiva,  su film, video e pubblicazioni in corso, riguardanti Craxi.

Sul grande schermo è uscito il film ‘Hammamet’ di Gianni Amelio con Pierfrancesco Favino.

Con ‘Presunto colpevole’ (Einaudi Stile Libero) Marcello Sorgi ripercorre il crepuscolo di Craxi, il destino di un uomo e di un politico con cui il Paese non ha ancora fatto i conti fino in fondo. Perché alla fine del 1999 non fu possibile costruire un corridoio umanitario per far rientrare in Italia da Hammamet Bettino Craxi, gravemente malato e farlo curare in un centro specializzato senza che fosse arrestato? Nel resoconto della trattativa si affacciano il governo, il Quirinale , il Vaticano, l’America e la Cia, i magistrati di Mani pulite e i socialisti dispersi, spiega nel libro Sorgi. E ricorda che negli ultimi due decenni i governi italiani hanno negoziato su tutto tranne che per Moro e Craxi.

L’intera esperienza umana e politica del leader socialista, con molti retroscena inediti, viene ricostruita da Fabio Martini, inviato de La Stampa, in ‘Controvento. La vera storia di Bettino Craxi’, in libreria il 9 gennaio per Rubbettino. Dai molti materiali raccolti da Martini in anni di ricerche esce un ritratto che ci mostra il rapporto personale del leader socialista con Enrico Berlinguer, le sue relazioni con i poteri forti, da Enrico Cuccia in giù e la sbalorditiva task force che mise in piedi per salvare Aldo Moro. In ‘Controvento’ anche il lungo apprendistato che portò Craxi a diventare segretario del Psi a 24 anni di distanza dal giorno in cui prese la tessera del partito e le differenze con le attuali fulminanti carriere politiche.

Racconta l’uomo politico e l’amico intimo Claudio Martelli ne ‘L’antipatico’ (La nave di Teseo) in cui descrive l’ascesa e il declino del leader socialista con lo sguardo di chi l’ ha davvero vissuta. “Oggi, a distanza di vent’anni dalla sua morte, è possibile e anzi necessario ripensare Craxi e recuperare il suo lascito, per colmare il vuoto lasciato dal riformismo socialista e dal socialismo liberale. La sua figura suscita ancora tante domande e comprenderla può fornire tracce importanti per capire la crisi della sinistra, della democrazia liberale e l’irruzione del populismo e del nazionalismo in Italia e nel mondo”, spiega Martelli che nel libro fa notare che Craxi “diceva quel che pensava e faceva quel che diceva, anche le cose spiacevoli”.

Su quale sia stato il ruolo di Craxi nella storia della Repubblica italiana e sul senso storico di vicende apparentemente non collegate tra loro come il proliferare delle tangenti e la caduta del muro di Berlino, si sofferma e si interroga ‘Ad Hammamet. Ascesa e caduta di Bettino Craxi’ (Graphofeel Editore) di Mario Pacelli, a lungo funzionario della Camera dei Deputati. Dall’elezione alla segreteria del Partito socialista italiano alla conquista della presidenza del Consiglio, fino all’inchiesta di Mani Pulite e alla morte ad Hammamet, viene ripercorsa la storia di un uomo complesso anche attraverso le testimonianze inedite che fanno luce sugli incontri segreti con Antonio Di Pietro, sul rapporto controverso con Israele, sul ruolo dello IOR nel sistema delle tangenti e sulla rottura del monopolio della DC nelle relazioni con gli Stati Uniti.

La ricostruzione degli eventi che hanno segnato il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica sono al centro di ‘Bettino Craxi, il primo e ultimo giorno di una Repubblica’, che arriverà in libreria a marzo per Marsilio, in cui il giornalista e scrittore Filippo Facci rilegge un giorno che è stato evocato più volte come il principale simbolo di un decennio: quello in cui una folla inferocita davanti all’hotel romano Raphael investì Bettino Craxi con una pioggia di monetine che viene considerato nel libro come il palcoscenico, in qualche modo, del feroce debutto dell’antipolitica che avrebbe segnato la vita pubblica dei successivi decenni.