Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha pronunciato questa frase (“Gli innocenti non vanno in carcere“) durante una trasmissione televisiva, dimostrando malafede, giustizialismo a go-go, e una buona dose di faccia tosta. A nulla valgono le sue precisazioni rese successivamente a questa dichiarazione choc.

Tutti hanno negli occhi e nella mente quello che successe a Enzo Tortora finito in galera da innocente e torturato mediaticamente e moralmente per anni.  Per non dire delle migliaia di innocenti che purtroppo in galera ci finiscono davvero. Per questo la nostra Costituzione prevede, la possibilità di ricorrere in Cassazione contro ogni provvedimento, tre gradi di giudizio e la possibilità di revisionare i processi”

Ovviamente, questa affermazione così campata in aria non poteva non scatenare la reazione di tutta la classe politica, da destra a sinistra: “Gli suggerisco di leggere la Costituzione sulla quale ha giurato, evidentemente senza averla nemmeno aperta. E di correggere subito questa sciocchezza” dichiara il dem Matteo Orfini. “Quella di Bonafede non va derubricata a gaffe. È l’ideologia giustizialista” scrive su Twitter Davide Faraone di Italia Viva. “Un ministro così ignorante l’Italia non l’ha mai avuto, questa sciocchezza il signor Bonafede la vada a raccontare ai famigliari delle migliaia di cittadini ingiustamente incarcerati. Che si dimetta” tuona Matteo Salvini. Bonafede è “un Ministro che calpesta la Costituzione” afferma Enrico Costa, deputato di Forza Italia che ha tentato di bloccare con una sua proposta di legge la riforma della prescrizione. “Ogni anno in Italia vengono accertati circa mille casi di ingiusta detenzione. Un abominio che, tra spese legali e risarcimenti, costa alle casse dello Stato più di 30 milioni di euro ogni 12 mesi. Bonafede non è degno di occupare la poltrona di guardasigilli” afferma Mariastella Gelmini di Forza Italia.