Ero studente a Napoli e risiedevo in una modesta pensioncina in Vico San Nicola a Nilo. Un periodo della mia vita in cui ho avuto modo di apprezzare tutta la filosofia napoletana tra personaggi unici pieni di umanità.

Ce n’era uno in particolare. Gennaro (e poteva essere diversamente?). Gennaro era la persona più creativa che abbia mai conosciuto. Creava lavoro per sé e i suoi figli. Dipendeva dalla stagione, dal clima, da situazioni cittadine. Insomma il suo lavoro era molto diversificato ma imperniato principalmente nella distribuzione di prodotti. Potevano essere caldarroste, oppure ombrelli, oppure magliette, sciarpe, giubbotti, giocattoli oppure, come nel caso che vi racconto, pannocchie bollite.

Usciva con il suo carrellino composta da un 4 ruote di carrozzina, recuperate, con sopra un telaio, aggiustato alla meglio, e un tavolato su cui poggiava un braciere e, infine, un treppiede con sopra una caldaia. Dentro: pannocchie che lentamente bollivano.

Lo vedevo uscire al mattino presto e tornare verso il pomeriggio tardi. Un giorno lo vidi rientrare intorno alle 11 di mattina. “Don Gennaro, embé, come mai così presto questa mattina? Non ci sono clienti in giro? “No dottò, m’agge fatte a jurnata!!”

Questo episodio racconta due cose, a valere un po’ per tutto il sud d’Italia: 1. molti vivono con una ben radicata cultura epicurea (non vivo per mangiare ma mangio per vivere); 2. Si vive alla giornata, cioè con compensi giornalieri raccogliticci.

In tempo di coronavirus, questa moltitudine di persone si ritrova a combattere con la fame. Al Sud, il tasso di disoccupazione raggiunge livelli stratosferici. Si supera tranquillamente il 30%. In tempi normali, il lavoro nero, alla Gennaro, è lo sfogo per tutte queste disgraziate persone. Con il coronavirus, invece, il flusso di danaro invisibile, derivante dal lavoro nero, scompare, sparisce, svanisce. I morsi della fame posso accendere focolai di rivolta comprensibilissimi. E c’è Il rischio reale che qualcuno cavalchi esigenze reali soprattutto per consolidare meccanismi di assistenza che peraltro rendono dipendenti dai poteri locali. Mafia, camorra, ndrangheta, corona unita hanno tutto l’interesse che si fomenti una situazione di guerriglia sul territorio che poi loro stessi si candideranno a dipanare.