Oggi il Governo ha operato bene mettendo in campo 400 miliardi, di cui 200 miliardi per il mercato interno e altri 200 miliardi per l’export. Ma la retorica di Giuseppe Conte sulla prossima primavera che attende gli italiani è decisamente poco opportuna, manca di verità. Non è giusto continuare a prendere in giro gli italiani in questo modo sdolcinato, opportunista, affettato, caramelloso.

La verità è un’altra, non ci attende la primavera: i 400 miliardi non sono soldi messi a disposizione dal Padreterno o da chissà chi. L’importo davvero enorme andrà ad aumentare il debito pubblico, almeno per il 15% del suo valore e cioè per almeno 60 miliardi. In pratica lo Stato dice alle banche: prestate al sistema industriale italiano fino a 400 miliardi; se il cliente non dovesse rimborsare il prestito, provvederà lo Stato. Orbene è facile immaginare che un 15% dei clienti non assolverà all’impegno del rimborso. Pertanto, il debito pubblico, già mostruoso aumenterà di 60 miliardi cui se ne aggiungeranno altri 30-50 che fanno parte della manovra aggiuntiva già messa in campo con il “Cura Italia”. Pertanto, a breve, il debito pubblico salirà a circa 2.600 miliardi dagli attuali 2.500. Ricordiamo che andrà rimborsato dalle future generazioni; nel frattempo, tutti noi saremo chiamati a pagare cifre spaventose per interessi. Basta immaginare uno spread a soli 200 punti, vale a dire il 3% di interessi, e la cifra che ogni anno dovremo obbligatoriamente sborsare, solo per quegli interessi sarà pari a una montagna di 78 miliardi, da versare ai detentori del debito (bot, cct e altri titoli di stato), somma che peserà pesantemente sulla manovra finanziaria del 2020 e degli anni a seguire. Questi miliardi pagati per interessi saranno sottratti agli investimenti e al mantenimento di un welfare accettabile. Ne risentiranno i sistemi sanitari, delle infrastrutture, dell’energia, della scuola e della ricerca.

Non ci attende una primavera. Ci attende un momento storico drammatico di cui gli italiani dovrebbero essere consapevoli. E chi ha un patrimonio deve mettersi l’animo in pace e la mano in tasca per aiutare lo Stato e le generazioni future.