Abbiamo assistito a una giornata, quella di ieri, all’insegna di una prefestiva agostiniana. Salvo qualche piccolo intoppo, qualche scena di assembramento non accettabile, qualche spruzzata di ironia sui social, per il resto, tutto ha funzionato bene. Il Paese ha risposto bene all’ansia da 4 maggio che tanti avevano sparso a piene mani, non ultima la terroristica previsione di centinaia di migliaia di casi fatta da onorevoli istituzioni.

Insomma, per il Paese è andata bene. Viceversa, per il governo non è andata altrettanto bene. Due pesanti notizie lo hanno coinvolto in modo serio.

La prima riguarda la rottura con la Confindustria dopo la notizia che il governo si sta muovendo solo sulla falsariga di una politica pauperistica tanto cara ai 5 stelle: Reddito di emergenza, incremento del reddito di cittadinanza, cassa integrazione ordinaria, straordinaria, in deroga, NASPI (Indennità di disoccupazione – Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) DIS-COLL (Indennità per collaboratori coordinati e continuativi – Disoccupazione Collaboratori). Infatti, il nuovo presidente di Confindustria, Bonomi, ha dichiarato in mono netto e pesante: La risposta al governo alla crisi in corso si esaurisce in una distribuzione di soldi a pioggia. Possiamo andare avanti così un mese, due, tre. Ma se non investiremo nel settore produttivo la situazione sarà drammatica… sarà carneficina occupazionale”.

La seconda notizia, ancor più pesante della prima, riguarda lo scontro al calor bianco tra due pezzi delle nostre istituzioni, un membro del Consiglio Superiore della magistratura, molto apprezzato da gran parte della maggioranza di governo, Presidente dell’Associazione Magistrati di Palermo e cittadino onorario di decine e decine di Comuni italiani, , il giudice Nino di Matteo da una parte, e il ministro di Grazia e Giustizia, Avvocato Alfonso Bonafede, dall’altra. Il primo, molto stimato proprio dai 5Stelle, accusa il secondo di avergli dapprima proposto la nomina a capo del DAP (Dipartimento Amministrazione Detenuti) e poi di averlo messo da parte per la contrarietà di molti boss incarcerati al 41bis.

La Confindustria è una gamba del tavolo che finora non aveva mai dimostrato di traballare, solvo qualche lieve zoppia. Oggi sembra voler quasi togliersi da sotto il tavolo. Bonafede è un pezzo importante del M5S, altra gamba fondamentale per il Governo. Oggi, i maggiorenti del Movimento non sanno che pesci prendere.