Il Gatto e la Volpe si avvicinarono a Pinocchio in modo convincente ed elegante e gli fecero credere che, se fosse andato al campo dei miracoli, i suoi 5 zecchini sarebbero diventati improvvisamente 100 1000 o anche 2000. Doveva solo piantare gli zecchini e sarebbe successa la magia.

Tra non molto, il Trio Pinocchietti – Conte l’avvocato, Di Maio il gatto e Salvini la volpe – proverà a convincere il popolo italiano (novello Pinocchio) perché intraprenda il percorso verso il campo dei miracoli e, lì, utilizzare i miliardi ottenuti dall’Europa per aumentare la platea dei percettori del reddito di cittadinanza e ridurre le imposte. Si sono già premurati di farlo sapere con dichiarazioni perentorie: Conte e Di Maio, vanno diminuite le imposte; Salvini, va introdotta la flat tax.  Faranno credere che avendo la gente, in questo modo, più soldi da spendere, i consumi riprenderanno, le produzioni di conseguenza, l’economia splenderà, l’Italia potrà riprendersi egregiamente e gli anni a venire saranno bellissimi.

A parte il fatto che, al netto del covid-19, la quota 100 di Salvini e il reddito di cittadinanza di Di Maio si sono dimostrati solo uno spreco di miliardi e di risorse umane, il Trio Pinocchietti – Conte, Di Maio, Salvini – dimentica che lo schema che loro hanno in testa non modificherebbe minimamente l’attuale sistema Italia, da tutti considerato carente, inefficace e inefficiente. Lascerebbe le cose come stanno se non peggio: scuola dimenticata, giustizia ingiusta, infrastrutture cadenti, digitalizzazione assente, ordinamento dello Stato costosissimo e improduttivo, ricerca e sviluppo mortificati.

Dovrebbe, invece, il Trio Pinocchietti, cominciare a prendere atto che, approfittando di tanta grazia europea, un nuovo proficuo percorso vada intrapreso per cambiare veramente il volto dell’Italia.

Sia chiaro, il Covid ha cambiato tutto, non c’è più tempo da perdere, è l’ora di ribaltare i vecchi schemi, bisogna avere una visione per una nuova Italia fuori da una crisi che l’attanaglia da decenni. Vanno superate le esperienze passate e vanno riscritte le regole che reggono la giustizia, la scuola, gli appalti.  I 172 miliardi che arriveranno l’anno prossimo dovranno essere investiti in progetti propedeutici all’aumento delle conoscenze e dell’occupazione. C’è da augurarsi, quindi, visto l’esistenza del trio Pinocchetti, che essi siano mirati e sottoposti a vincoli e, in tal modo, verificabili: semplificazione, riforma fiscale, sblocco cantieri, investimenti pubblici, digitalizzazione. Occorrono scelte mature, consapevoli, guardando lontano.