49 milioni? Li abbiamo spesi tutti, in manifesti, riunioni, convegni, pranzi e cena”. Questa è la nuova dichiarazione che esce dalla bocca di Matteo Salvini, intervistato dall’hommme qui rit (l’uomo che ride), Gianni Floris, durante il suo DiMartedì dell’altro ieri. Per chi fosse all’oscuro, i 49 milioni di euro sono stati letteralmente “rubati” dalla Lega ai contribuenti italiani (sentenza passata in giudicato).

Ora, pur assodando che questi signori spendano cifre folli per far propaganda elettorale, riempiendosi la pancia con pranzi e cene, non è credibile che si possa essere giunti a spendere ben 49 milioni di euro pari a circa 100 miliardi delle vecchie lire. Non è credibile e non è accettabile, specialmente alla luce delle nuove rivelazioni che giungono a noi attraverso la bocca di un leghista incazzato nero per come sarebbe stato trattato e messo in mezzo da suoi colleghi commercialisti, come lui, vicini alla Lega e, in particolare, a Matteo Salvini.

Trattasi di Michele Scillieri, uno dei tre commercialisti indagati dalla Procura di Milano per la vicenda Film Commission e i presunti fondi neri della Lega. Queste le sue parole intercettate dalla Magistratura mentre parla con un amico avvocato: “Questi non mi devono scassare le balle, perché io di cose ne so, e vorrei tenermele per me e portarmele nella tomba, però se apro quel cassetto”. In più passaggi fa capire di poter aprire il “cassetto della memoria” che creerebbe danni enormi ai commercialisti della Lega e al partito. Va ricordato che nel suo studio milanese ha avuto il primo domicilio la nuova Lega di Salvini. Magistrati e finanzieri saltano sulla sedia e annotano: “Scillieri, in un impeto di rara schiettezza, tira fuori tutto scagliandosi contro Di Rubba, Manzoni e il loro fidato braccio operativo Francesco Barachetti”.

E nel suo chiacchierare a ruota libera, Michele Scillieri torna sui 49 milioni di euro rubati dalla Lega ai cittadini: “Ho imparato che gente sono, se non stai attento ti rubano il pezzo di carta. Hanno ciucciato una montagna di soldi alla Lega. Ma una montagna! Non ti dico i 49 milioni ma non siamo lontani sai? Te lo dico io, perché una parte li hanno mandati (…). Casualmente hanno costituito le leghe regionali e lì hanno dato dei soldi. Dieci milioni. Una parte li hanno mandati su e sono tornati indietro, li hanno cuccati”. Il riferimento alle leghe regionali da usare come possibili casse esterne al partito per evitare sequestri sarà confermato dall’ex direttore della filiale Ubi di Seriate Marco Ghilardi

La Lega è nuda, il cazzalo verde è nudo.