Oggi, sulle colonne del Corriere della Sera, Luigi  Marattin, presidente della Commissione finanze della Camera e responsabile economico del partito di Renzi, spiega perché la riforma fiscale “alla tedesca” voluta da Guatieri e Conte sia fuorviante e poco trasparente

Chi la propone insiste sul fatto che il sistema alla tedesca consentirebbe una imposizione realmente progressiva. «La scarsa progressività dell’Irpef è un falso mito. Oggi il nostro sistema fiscale è troppo progressivo proprio nei punti in cui non dovrebbe esserlo, e cioè sui redditi medio bassi. Un esempio? Guadagno 20 mila euro lordi, l’anno dopo mi va bene e salgo a 21 mila. Considerando la media delle aliquote marginali, cioè le tasse che pago davvero calcolando detrazioni e tutto, dei mille euro, metto in tasca solo 600 euro, gli altri 400 vanno allo Stato? Il nostro sistema non è poco progressivo ma, più semplicemente, è un sistema che disincentiva a lavorare». «Altro problema serio – continua Marattin – è la trasparenza. Il sistema fiscale è il cuore del contratto sociale, giusto? E noi vogliamo che, per sapere quante tasse pagare davvero, sia necessario mettere il proprio reddito dentro un’Applicazione? Con la possibilità, magari, che un giorno il governo cambi la funzione di calcolo?». Per ovviare alle distorsione del nostro sistema, non c’è bisogno di ricorrere a una Applicazione Remota di cui il contribuente non avrebbe coscienza, occorre, dice Marattin: «Azzerare il sistema e ripartire da capo. Prima di tutto con un reddito minimo esente di 8 mila euro, sul quale paghi tasse zero a prescindere dal reddito. Poi via tutte le agevolazioni fiscali, tranne quelle socialmente sensibili, come sanità, contributi previdenziali e mutuo prima casa. Ci vuole l’assegno unico per i figli che assorba tutte le misure a sostegno alla natalità. E poi tre sole aliquote.» 

In definitiva, Luigi Marattin propone un sistema semplice, trasparente che tutti possano controllare e verificare: «È dal settembre 2019 – conclude Marattin – che chiediamo un confronto vero sul fisco. Da allora abbiamo fatto solo una riunione, prima del lockdown. Poi nulla. Cominciamo subito un confronto serio, largo, approfondito»…..senza complicare la vita ai contribuenti, anzi rendendoli partecipi della decisione ed evitandogli fumo negli occhi che lo porterebbe ad essere sempre meno fiducioso nello stato. Basta con algoritmi matematici conosciuti solo a chi tiene il timone della barca.