In principio fu Saverio Cotticelli, ex generale dei Carabinieri, nominato Commissario alla Sanità Calabrese in nome dell’onestà dal Conte uno il 7 dicembre 2018, ad opera di ministri grillini e leghisti come Tria (economia), Grillo (Sanità) e Stefani (Affari Regionali) e riconfermato dal Conte due il 19 luglio 2019, ad opera del Ministro Roberto Speranza. Intervistato sul tema d’attualità, ovvero la Calabria in zona rossa a causa dell’emergenza Covid-19, l’ex generale ha ammesso di non sapere che la responsabilità di redigere il piano Covid per la Calabria era proprio sua, cosa chiara a tutti salvo che a lui. Di più, ha dimostrato di non conoscere minimamente la situazione sanitaria di cui era responsabile unico. 

Ma chi opera solo nell’ottica dell’onestà, onestà, onestà (grillini), e si accompagna a chi opera solo con schemi partitici (Roberto Speranza e il suo partito Leu), non impara facilmente la lezione. Infatti, mandato a casa Cotticelli sotto un non ingiustificato profluvio di contumelie, improperi, ingiurie, ecco che Roberto Speranza, dopo qualche ora dalla cacciata di Cotticelli, nomina un nuovo commissario nella persona di Giuseppe Zuccatelli, anche questa volta non scelto in base al curriculum o per determinati meriti, bensì sulla base della logica dei premi agli amici e amici degli amici. Il nuovo commissario, infatti, è stato candidato con Leu alle elezioni politiche del 2018. Di più, Roberto Speranza non sapeva che questo nuovo esimio personaggio era ben noto come un negazionista della pandemia. Infatti lo scorso maggio 2020 ha dichiarato “ti becchi il virus solo se ficchi la lingua in bocca ad uno per 15 minuti. La mascherina non serve a un cazzo”.

Saverio Cotticelli è sicuramente una persona onesta che, però, si è trovata completamente impreparata a svolgere il difficile incarico affidatogli. Giuseppe Zuccatelli è un’altra brava persona che, però, dimostra di avere idee alquante balsane circa la lotta al Covid-19. È di tutta evidenza che non basta essere oneste e brave persone per ricoprire determinati incarichi. A Conte, Speranza e ai Grillini  manca, evidentemente, la convinzione che servono competenze, professionalità concrete, capaci di dare risposte tangibili ai bisogni della gente. Si muovono ancora, nonostante questo disastro sanitario mondiale, nella logica degli opportunismi partitici e delle velleità ideologiche.