Si sente il Giustiziere del Popolo che può decidere, dirimere, comporre, giudicare, decretare, risolvere, sancire, sanzionare finanche legiferare come terzo ramo del Parlamento. Forte di questa presunzione smisurata, si sente in diritto divino di bacchettare, ammonire, rabbonire, rimproverare, riprendere chiunque non operi secondo la sua folle logica che, come oramai acclarato presso la pubblica opinione, si muove sul solco dell’invidia, della stizza, della rabbia, della bile e della malevolenza oppure della sua benevolenza malsana. Lo ha fatto teneramente con Berlusconi, trattando la questione salva-Mediaset come una qualsiasi questioncella di borgata (ne ho scritto ieri), per addolcirlo e portarlo alla Corte di Giuseppi. Lo ha fatto da travagliatore con Renzi il 10 novembre con la sua articolessa giornaliera chiedendo a gran voce un intervento del Quirinale, del Csm e dell’Anm, contro Matteo Renzi reo di avere criticato i pm fiorentini. E lo ha fatto avendo ben valutato che Renzi è già nel governo e non ha intenzione di mettere in difficoltà Giuseppi. Così ci viene confermata un’altra faccia di questo personaggio più giornalaio che giornalista (il vero giornalista fa le inchieste, il giornalista normale parla di fatti, il giornalaio parla di persone):  Lui, Travaglio, può scagliarsi senza problemi contro la magistratura come fece a fine maggio 2020 pronunciando parole di fuoco contro una pm bergamasca che si era permessa di esprimere un suo giudizio sulle gestione della pandemia in Lombardia. Invece, non lo deve fare Matteo Renzi anche se chiamato in causa dai pm fiorentini con un avviso di garanzia nel quale scambiano Boschi per Guerrini e decidono, intestandosi un diritto che non hanno, che la Fondazione Open coincideva con il PD.  Nel gran sapere del Travagliatore manca l’informazione che nessuna norma del nostro ordinamento fa coincidere una fondazione con un partito; nella sua testa non sorge minimamente il dubbio che l’argomento è, semmai, oggetto di decretazione del Parlamento Italiano. La sua chiamata alle armi, però, ha sortito solo uno scarnito comunicato dell’ANM – Associazione Nazionale Magistrati – che denuncia genericamente una possibile delegittimazione della magistratura. Chiara reazione solo automatica e non sentita, viste le vicende che hanno travolto la Magistratura stessa, con i casi Palamara e compagnia cantando, di cui tanto Travaglio si glorifica.