Il nostro Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nella serata del 3 dicembre 2020, ci ha informati che le norme adottate dal Governo funzionano. Lo dichiarava mentre scorrevano le immagini di 993 morti per pandemia in un solo giorno, secondi solo agli USA che contano quasi 400 milioni di persone. 
Di certo le colpe non sono solo del Governo, ma fa specie dover osservare che attorno a quei numeri spaventosi c’è un balletto macabro che il nostro Presidente del Consiglio non ha voluto e non vuole oppure non ha saputo e non sa gestire. Mi riferisco ai miliardi messi a disposizione dall’Europa attraverso il trattato, peraltro riformato, del MES, Meccanismo europeo di stabilità, detto anche Fondo salva-Stati. In concreto, 37 miliardi che, già da giugno, sono sul tavolo per riformare tutto il sistema sanitario italiano dotandolo di maggiore efficienza ed efficacia. Espressione del M5S al Governo, il nostro Giuseppe Conte è invischiato nelle diatribe del Movimento e, per non scontentare nessuno, la tira alla lunga con il rischio di far imputridire anche la migliore delle soluzioni.
E non che le opposizioni si comportino meglio. Lamentano i ritardi, che pure ci sono stati, nell’organizzazione della sanità pubblica per disinnescare la bomba epidemiologica e, poi, si schierano contro il Mes e contro ogni misura atta a migliorare la situazione, sacrificando la salute degli italiani sull’altare di una forma di Stato, quello italiano, che fa acqua da tutte le parti. 
E non che le Regioni si comportino meglio. Il dialogo tra esecutivo e regioni è doveroso, ma, in assenza di una riforma della costituzione boicottata nel 2016 che avrebbe riportato in capo allo Stato ogni competenza sulla sanità invece che parcellizzarla in 20 pezzi,  gli argomenti addotti dovrebbero essere all’altezza della situazione. E non una nervosa rincorsa alla demagogia. Ogni parola sembra al contrario avvolta dall’alone della convenienza personale. 
Ecco, tutto questo espone il Paese al ridicolo, al giudizio critico degli alleati europei e soprattutto rischia di cancellare l’unico vero obiettivo da tutelare: la salute pubblica.