Enzo C. Delli Quadri

Se dico cazzaro intendendo Matteo Salvini, non sto lanciando una offesa anche se odiosa; è, piuttosto, una semplice constatazione di fatto. Da qualche giorno anche Tajani si sta ritagliando questo ruolo. Confabulano tra di loro e poi la sparano più grossa di una eruzione vulcanica. L’ultima, sempre nella logica di spararla e poi vedere l’effetto che fa, riguarda la richiesta di ulteriore debito per 30 miliardi che lo Stato Italiano, ovvero noi, dovrebbe sottoscrivere per far fronte all’aumento dei prezzi delle fonti energetiche. Sia chiaro, un indebitamento è necessario e anche utile in alcuni momenti. Ma questo non è il momento opportuno. Draghi fa sapere che intende aiutare famiglie e imprese ma non intende farlo indebitando lo Stato, e trova il sostegno di Tremonti, prossimo probabile ministro dell’economia per il centro destra. E qui sta la differenza tra un uomo di Stato e un cazzaro. Nei momenti difficili, fare buona politica economica richiede ingegno, competenza, capacità. Viceversa, fare politica economica indebitandosi, sempre e comunque, a tassi di interesse sempre più alti, è opera di incapaci e incoscienti.

I motivi per non indebitarsi, ora, sono due:

1. non si è mai visto nella storia repubblicana un esecutivo che chiede al parlamento uno scostamento di bilancio durante il disbrigo degli affari correnti, anche se, stando in Italia, ci sarà pur sempre un costituzionalista, di parte, pronto a spiegare come in una fase emergenziale anche un governo che non ha la fiducia delle camere sarebbe legittimato a sfondare i conti pubblici.

2. l’indebitamento di decine di miliardi, accompagnato da promesse elettorali che, se rispettate porterebbero a ulterioti indebitamenti, avrebbe l’effetto immediato di invitare la speculazione finanziaria a un inatteso banchetto a spese degli italiani. Si ripeterebbero le condizioni del 2011 quando Berlusconi dovette abbandonare il Governo a favore di Monti perché la speculazione finanziaria internazionale aveva individuato l’Italia come l’agnello da spolpare e degustare.

Insomma, questo non è il momento di cazzeggiare, è il momento delle responsabilità, della concretezza e dell’impegno. Un impegno basato sul rispetto delle regole comunitarie, sulla serietà delle intenzioni evitando di illudere l’elettorato con promesse mirabolanti. sulla consapevolezza che l’Italia vive in un mondo globale pronto a digerirsela. E un indebitamento può esserci solo dentro questo schema fatto di probità e trasparenza politica.

Nota a margine: i due partiti che hanno fatto cadere Draghi ora chiedono a Draghi che sia lui stesso a risovere i problemi, pretendendo, peraltro, qualcosa che egli non può fare perché deve tenere buoni i rapporti con Bruxelles e Francoforte e soprattutto non dare sponda all’ingordigia degli speculatori finanziari internazionali che già si leccano i baffi per le difficoltà italiane.

Riporto qui di seguito alcune considerazioni sulla scostamento di Bilancio

1 Che cosa è lo scostamento di bilancio?

Lo scostamento di bilancio, per la precisione «scostamento dal pareggio di bilancio», è l’autorizzazione che il governo chiede al Parlamento perché lo Stato possa indebitarsi. Non è nei poteri di un governo dimissionato, salvo ignorare tutte le regole costituzionali.

2 Perché si usa?

Si usa «al verificarsi di eventi eccezionali». In questi casi, con il via libera della commissione europea e con l’approvazione del Parlamento a maggioranza assoluta, il governo si finanzia emettendo titoli del debito pubblico, quindi aumentando deficit e debito.

3 Quante volte è stato usato?

Il governo Conte bis è ricorso per cinque volte allo scostamento di bilancio: quattro volte nel 2020 per un aumento complessivo del deficit di quell’anno di 108 miliardi e una volta nel gennaio del 2021, per altri 32 miliardi. In tutto, quindi, 140 miliardi. Anche il governo Draghi ha fatto ricorso allo scostamento di bilancio, ma all’inizio del suo esercizio, una volta, per 40 miliardi Successivamente e fino a ora l’esecutivo Draghi ha deciso misure di sostegno all’economia per 47 miliardi di euro senza ricorrere allo scostamento, ma con una accurata politica economica e finanziaria

4 Perché Draghi è contrario?

Occorre risanare i conti dopo l’enorme espansione del deficit e del debito pubblico dovuta alla crisi post-Covid (140 miliardi con Conte e 40 con lui)

Teme che un ulteriore ricorso al deficit indebolirebbe la posizione italiana nel negoziato europeo per la riforma del Patto di stabilità e vogliono evitare di esporre il Paese al rischio di speculazione sui mercati finanziari, già in fibrillazione per le incertezze legate al voto del 25 settembre.