Enzo C. Delli Quadri

Giuseppe Conte, in una campagna elettorale sfavillante per i suoi discepoli, deprimente per chi sa di politica o sa far di conto, si presenta come novello Barone di Münchhausen, il famoso personaggio a cui si è ispirato Rudolf Erich Raspe per il protagonista del romanzo intitolato appunto “Le avventure del barone di Münchhausen”. Il barone era divenuto famoso per i suoi inverosimili racconti: tra questi, un viaggio sulla Luna, il suo uscire incolume dalle sabbie mobili tirandosi fuori per i propri capelli, il suo viaggio su una palla di cannone e il suo cavallo che, senza la sua parte posteriore, tenta inutilmente di bere ad una fontana.

Notate la somiglianze tra il viaggio sulla Luna del barone e la  dichiarazione di Conte: Bisogna assolutamente impedire che la borsa di Amsterdam continui a fare speculazioni.

Analogamente tra il suo uscire incolume dalle sabbie mobili tirandosi per i capelli e la dichiarazione: Bisogna assolutamente impedire che la Germania abbia la tentazione di andare per i fatti suoi. 

Come pure il suo viaggio a cavallo di una palla di cannone e la proposta di dare lo stipendio ai giovani finché non trovano un lavoro che li delizi.

Infine, ma non ultimo, l’abbeverare il suo cavallo che non esiste per metà  e la dichiarazione circa la necessità che tutti gli stati europei siano d’accordo sulle sue proposte di mercato comune dell’energia.

Purtroppo, ne esistono tanti di questi azzeccagarbugli della politica che con la loro parlantina riescono a far credere che, in un mondo che non è il paradiso terrestre ma il campo minato della concorrenza e della sopravvivenza, si possa vivere senza fare ricerca, creare, produrre, promuove e commercializzare, insomma, senza lavorare. Fanno leva sulle difficoltà degli ultimi e li illudono che la distribuzione della ricchezza venga prima della sua creazione. Finiscono, pur di rendersi credibili, con il distribuire debiti e miseria.