onus,Pochi giorni fa Antonio Polito, sul Corriere, faceva notare come nel programma dei 5 Stelle abbondasse la parola la parola “bonus”.  Viene richiamata ben 25 volte. Si va dal famoso superbonus che ha avuto il potere di regalare soldi, a valori superiori alla spesa, anche e soprattutto a chi poteva ristrutturarsi casa con le sue risorse personali, a quello per gli impianti sportivi da adeguare alle esigenze delle disabilità, al bonus auto per chi cambia casa a seguito del terzo figlio, al bonus mare per sostenere il trasporto marittimo a corto raggio, al bonus per la ristrutturazione abitativa condivisa al fine di favorire i progetti di silver cohousing, alla riforma del bonus aggregazioni per favorire l’integrazione tra aziende, e altri ancora. 

Intendiamoci, va tutto bene, anche io credo di aver diritto al bonus per la deambulazione corretta. Il problema però sta nel fatto che se Berlusconi non ha bisogno di alcun bonus, un povero operaio con la pensione a 600 euro al mese ha bisogno di ben altro che di un semplice bonus. Quindi, il fatto che, nel programma dei 5S non si faccia distinzioni tra chi abbia diritto al bonus e chi no, è una schiaffo alla moralità, all’etica, e, più semplicemente alla coscienza. 

Più di uno va cianciando sul fatto che Conte stia sostituendosi al vecchio Partito Comunista. Per favore, non diciamo bestialità. Il PCI, con tutti i suoi torti storici, aveva un suo obiettivo etico: aiutare i deboli, gli ultimi; lo faceva con metodologie errate tanto da portarlo alla rovina storica, ma lo faceva con un proposito nobile come quello di raccogliere le risorse dai ricchi e distribuirle ai poveri.

Qui, con Grillo e Conte e Pattuanelli e Toninelli, invece, le risorse vengono raccolte a debito – il famoso scostamento di bilancio. Al loro rimborso dovranno provvedere le future generazioni. In totale Conte, con il suo governo, ha fatto debiti per 140 miliardi di euro (una mostruosità) per distribuirli sotto forma di bonus o gratifiche. E il grave sta nel fatto che, in tutte le piazze, Conte va urlando: ristrutturatevi casa, è gratis. Gratis, un corno!! Poveri giovani illusi e abbindolati dal reddito di cittadinanza (giusto per chi non può lavorare, diseducativo per gli altri): prendono briciole di euro, dovranno restituirne mucchi.