Ci sono dei giornalisti che andrebbero radiati per ignoranza o malafede o tutte due.

Un certo Alfonso Raimo ci fa sapere, dalle colonne dell’Huffington post, che la divisione tra Renzi e Calenda è chiara e netta. In proposito scrive: Bastava ascoltare Renzi ieri in Senato: “Sull’elezione diretta del presidente del consiglio (lapsus, voleva dire del presidente della repubblica) noi ci saremo. Se c’è un’apertura sulle riforme costituzionali, un no a prescindere è sbagliato”. Peccato che il ‘no a prescindere’ l’avesse dettato Calenda a Repubblica poche ore prima. E’ d’accordo sul presidenzialismo? “Per niente. L’unica figura di garanzia in questo paese è il presidente della Repubblica, ci manca solo che leviamo pure quella”.

Lo sanno anche i bambini che Renzi non ha mai voluto discutere di presidenzialismo, semmai di sindaco d’Italia a proposito dei poteri del presidente del consiglio non della repubblica che resterebbe al suo posto con i suoi poteri.. Lo va dicendo da anni. Ma che ci possiamo fare. Contro ignoranza, malafede, giornalisti a tanto al chilo, ci vorrebbe un ordine dei giornalisti. (Esiste? Se esiste, non si vede e né si sente). Ci vorrebbe un direttore del giornale che evitasse di piubblicare tali fandonie ((Esiste? Se esiste, non si vede e né si sente).

E vai con la rumba delle cazzate.

Intanto, per chi vuol saperne di più: A novembre ci saranno le assemblee di Italia viva e Azione per votare la federazione. Poi nascerà un coordinamento, quindi un cantiere e infine il partito unico.