Sicuramente, vi sarà capitato di interloquire con conoscenti, amici o anche estranei apportando dati, argomentando, illustrando e avrete avuto risposte del tipo: “questo lo dice lei” oppure “ma non è così, punto” oppure “lei non capisce niente” oppure ancora “lei è di parte”

Ebbene, è quello che sta succedendo a livello politico nazionale.

Premesso che il Governo Meloni, salvo catastrofi, andrà avanti per almeno due anni, fino alle Europee del 2024, cosa fanno le opposizioni di fronte alla manovra di bilancio proposta da Meloni al Parlamento e prossima ad essere discussa?
Da sinistra-centro (PD) s’ode uno squillo: manovra iniqua …
Da sinistra-centro-destra (M5S) risponde uno squillo: manovra infame…

Non so voi, ma a me questi due partiti/movimenti richiamano alla mente quegli interlocutori di cui sopra che, a corto di argomentazioni, alzano la voce, buttano lì una frase qualunque e creano solo tensione. Scenderanno in piazza, creeranno polveroni, creeranno tensione sociale con il risultato che le cose non potranno che peggiorare.
Per il bene dell’Italia, c’è un altro modo di reagire: si affronta la questione, la si discute, la si analizza, si propongono cambiamenti. In questo modo si dimostra responsabilità, concretezza, buon senso, bene comune.
Non si tratta, come verrebbe da dire ai rivoluzionati d’accatto, di inciucio, ma di seria corresponsabilità dovuta a una popolazione flagellata da covid, inflazione e timori di guerre nucleari.
In questa logica, il Terzo Polo ha chiesto e ottenuto di potersi confrontare con il Governo, non per andare a urlare o fare sceneggiate o per un titolo sui giornali ma per affrontare seriamente i problemi che la manovra di bilancio pone.

Perchè è fuor di dubbio che questa finanziaria non ha una visione. Giorgia Meloni è solo da un mese premier di un Paese difficile come l’Italia; va contestata ma anche aiutata. A saldi di bilancio invariati, la legge di bilancio può essere riscritta. Va migliorata. Bene ha fatto il Governo Meloni a mantenere la linea Draghi sulla questione energetica ma, alla luce di quanto sta accadendo nel mondo, andrebbe posto un tetto nazionale al prezzo del gas. Questa operazione, ben fatta, porterebbe a un risparmio, rispetto alla proposta governativa, di ben 6 miliardi che andrebbero dirottati sulla Sanita, altra priorità assoluta, insieme alle bollette; inoltre, sempre per i problemi della Sanità non andrebbe accantonato il Mes (Fondo Salva Stati) proposto da tempo dall’Europa (siamo in Europa o no, si o no? e allora?). Verrebbero attivati altri 38 miliardi grazie ai quali si darebbe ossigeno a ospedali, medici, infermeri, paramedici, portantini, insomma tutto il sistema che oggi si muove con molta difficoltà, considerato che gli italiani spendono 40 miliardi euro all’anno per la sanità privata. E, ancora, riforma del sistema pensionistico, una norma che renda permanente il taglio del cuneo fiscale e azzeri i contributi per i lavoratori under 25 (smontando però la flat tax incrementale e l’estensione a 85 mila euro di reddito appena introdotta per gli autonomi – con i lavoratori dipendenti presi per il naso). Infine, sarebbero da migliorare il Family Act per le famiglie numerose, sarebbe da introdurre il salario minimo a 9 euro l’ora, andrebbe ripristinato e reso efficace “industria 4.0” che tanto beneficio ha portato a imprese e lavoratori.

Quindi, da una parte, squilli di tromba inutili, dannosi, forieri di tensioni sociali incontrollate; dall’altra, responsabilità, concretezza, buon senso e bene comune. Poi alle elezioni prossime, gli italiani potranno scegliere con calma, convinzione, determinazione, senza inquinamenti verbali o peggio ancora azioni rivoluzionarie poste da raccattati irresponsabili.