Il ministro Matteo Salvini continua nella sua indefessa cavalcata nel nulla, bagnata da barolo o barbaresco, tracannato in cantina con amici beoti.

Aveva chiesto l’innalzamento dell’uso del contante a 10.000 euro per ogni transazione economica, ben cosciente o incosciente che questa misura favorisce l’utilizzo di denaro di dubbia provenienza per l’acquisto di beni o servizi, senza lasciare traccia alcuna. Il Governo ha limitato l’innalzamento a 5.000  euro, ma il concetto di favoritismo caro a Salvini, per chi non emette fatture o fa affari in nero, non muta.

Ora si scaglia  contro chi critica l’innalzamento della soglia oltre la quale c’è l’obbligo di accettare pagamenti tracciabili, tramite carta di credito o di debito, nelle transazioni economiche, con frasi del tipo: ‘‘Se uno vuole pagare due euro il caffè con la carta di credito è solo un rompipalle. Io pago in contanti perché mi piace andare al Bancomat’’. Più troglodita di così si muore: nell’epoca del metaverso (l’espansione virtuale del mondo reale, dove viviamo e interagiamo attraverso un avatar e tramite dispositivi tecnologici e indossabili, come smart glasses, caschi e visori di realtà virtuale, guanti e tute tattili), Salvini immagina ancora un signore o una signora che si reca presso uno sportello bancario chissà se funzionante per prelevare del denaro, con il rischio di una rapina allo sportello, per poi presentarsi al gestore del bar, con biglietto magari da 20 euro, per pagare un caffè da 1 euro e 20 (2 euro li paga Salvini a Cortina?), perdendo tempo, per ottenere per resto,  tante monetine utili a sfondargli la tasca.
A fronte, poi, dei rilievi circa il costo, per gli esercenti, dell’utilizzo del POS, va detto che, comunque, l’esercente è tenuto ad avere il POS presso il proprio esercizio commerciale per le transazioni superiori a 60 euro. Inoltre, non è insignificante, sempre per l’esercente, avere contanti in cassa (oggetto di attenzione dei rapinatori) e non è senza costi il trasporto di detto contante presso gli uffici bancari, dopo la chiusura dei negozi.
Circa i rilievi riguardanti le persone anziane che non sarebbero in grado di gestire una carta di credito o di debito, l’argomento non ha fondamento in quanto il contante sarà sempre accettato; il tema sarebbe quello di operatori che accettano solo carte ma questo scenario non è all’orizzonte.  

In definitiva,  questo sistema favorisce la non emissione dello scontrino fiscale, in altri termini, questo sistema, come l’innalzamento della soglia del contante, favorisce l’evasione.

Si tratta quindi di una battaglia di retroguardia : va contro l’ammodernamento del paese e il benessere della comunità. E’ una battaglia di retroguardia anche perché le abitudini degli italiani sono cambiate. Oggi è facilissimo che un cliente prima di salire su un taxi chieda di poter pagare con la carta e se il taxista rifiuta perde la corsa. È altrettanto facile che, di fronte all’esercente che accampa la scusa di un POS non funzionante, il cliente cambi negozio. E sono soprattutto i giovani che utilizzano a piene mani le carte di credito utilizzando sistemi di pagamento molto avanzati, con un clik sul cellulare o l’orologio o, addirittura, l’anello.

Con buona pace per il modo di pensare di Salvini e le decisioni del governo, saranno i consumatori a penalizzare gli operatori che non accettano le carte. La misura è destinata ad avere poca efficacia e suona controversa anche per  gli elettori dell’attuale governo, colpiti più nel loro immaginario che nella sostanza.